I commercianti: "Bolkestein, ora tocca ai Comuni"

Le associazioni di categoria applaudono la Regione e chiedono alle amministrazioni locali di adattare i loro piani alla nuova legge. Tavoli di concertazione da istituire il prima possibile


(DIRE) Firenze, 20 giu. - Il governo non ha impugnato il codice del commercio della Toscana che introduce il rinnovo tacito per 12 anni delle concessioni in area pubblica per gli ambulanti, in coerenza con la loro esenzione dall'applicazione della direttiva Bolkestein. Acquisito questo risultato la Regione e i commercianti celebrano il successo. Ciascuno, però, andando al rilancio: la Toscana intende adesso portare la propria legge sul tavolo della conferenza delle Regioni per replicare questo modello normativo di successo nel resto d'Italia. Un'aspirazione condivisa anche dalle associazioni di categoria, le quali di pari passo domandano che la normativa regionale venga resa applicabile in ogni suo aspetto da parte dei Comuni. Un'esigenza che viene menzionata, in particolare modo, nel corso di una conferenza stampa, da Gianni Picchi, segretario toscano di Fiva Confcommercio: "Abbiamo perso tanto tempo dietro alla Bolkestein- lamenta-. Siamo arrivati finalmente alla conclusione di questa vicenda. La Regione ha fatto la propria parte, adesso tocca ai Comuni. Devono adattare i loro piani alla nuova legge non solo in relazione al rinnovo tacito delle concessioni, ma anche alla valorizzazione dei mercati e del commercio tradizionale". La richiesta di Fiva alle amministrazioni comunali è "di attivare i tavoli di concertazione previsti dalla legge affinché le buone cose sancite nel codice vengano messe in atto nei territori".

D'altronde aver risolto definitivamente la partita delle concessioni consente di volgere lo sguardo con maggiore intraprendenza verso il futuro: "Oggi in Toscana, e purtroppo solo qui, possiamo tornare a programmare gli investimenti- riconosce il presidente regionale e nazionale di Anama Confesercenti, Maurizio Innocenti-. Abbiamo visto la differenza in questi mesi fra chi vuole prendere quattro voti in più e chi risolve i problemi".

I due padri della svolta legislativa della Toscana, l'assessore alle Attività produttive, Stefano Ciuoffo, e il presidente della commissione Sviluppo economico del Consiglio regionale, Gianni Anselmi (Pd), incassano gli elogi dei rappresentanti di categoria. Il consigliere Anselmi mette in luce la capacita' della norma di lanciare anche un messaggio controcorrente: "In un'epoca in cui l'incertezza domina sul futuro dell'economica, della politica, a volte anche dei riferimenti valoriali, noi abbiamo approvato una legge che marca un punto di certezza". Mentre l'assessore invita a non considerare le 13.500 aziende operanti nel settore in Toscana come imprese di poco spessore. Contestualmente prende un impegno: "Porteremo in conferenza delle Regioni l'esperienza toscana, cercando di trovare la condivisione più larga possibile per mettere definitivamente in sicurezza il settore". Al suo fianco troverà le associazioni, come si ricava dalle parole di Innocenti: "Dobbiamo tentare di esportare il lavoro svolto qua Toscana in tutte le regioni. Vanno convinte tutte ad applicare il rinnovo tacito o una legge che consenta un percorso similare".

Redazione Nove da Firenze