Bio-Enable: un'infrastruttura toscana per il trasferimento tecnologico

Presentata oggi al Campus universitario di Sesto Fiorentino, con gli assessori regionali Barni e Ciuoffo


Una piattaforma che mette a disposizione delle piccole e medie imprese strumentazioni tecnologiche avanzate. E’ Bio-Enable, promossa da strutture e laboratori di ricerca toscani: il Centro di Risonanze Magnetiche dell’Università di Firenze, l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il Dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di SienaBio-Enable è stata presentata oggi, presso il Campus universitario di Sesto fiorentino, alla presenza del rettore Luigi Dei, della vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, del rettore dell’Università di Siena Francesco Frati, dell’assessore alle attività produttive della Regione Toscana Stefano Ciuoffo, del direttore dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa Michela Matteoli, di Luca Sebastiani, in rappresentanza della Scuola Sant'Anna di Pisa, del vicesindaco di Sesto fiorentino Damiano Sforzi, della vicesindaca del Comune di Firenze Cristina Giachi, del presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori.

"Il progetto – ha spiegato Monica Barni – ha permesso di realizzare una nuova infrastruttura di ricerca distribuita e competitiva a livello internazionale nell'ambito della progettazione e dello sviluppo di molecole biologicamente attive, di farmaci biologici, vaccini, materiali avanzati, biomateriali e sistemi bioingegneristici, in grado di fornire sevizi alle imprese in tali ambiti. Bioenable garantisce l'accesso a piattaforme ottimizzate per il trasferimento tecnologico in questi ambiti".

"L'infrastruttura – ha aggiunto Ciuoffo - rappresenta un centro di riferimento scientifico e tecnologico per le MPMI operanti nel territorio, agendo come polo di attrazione, aggregazione e raccordo fra le imprese. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie all'utilizzo di risorse del POR FESR 2014-2020 finalizzate al sostegno delle infrastrutture di ricerca, considerate cruciali per i sistemi regionali, e il contributo regionale è stato di quasi 2,4 milioni di euro. Un'eccellenza unica in campo nazionale, siamo sicuri delle positive ricadute per lo sviluppo del tessuto produttivo del nostro territorio".

Che cos’è Bio-Enable

Bio-Enable è una infrastruttura di ricerca distribuita capace di offrire servizi innovativi di caratterizzazione e progettazione di biomolecole, biomateriali, vaccini, molecole bioattive e sistemi bioingegneristici, in-vitro, in-cellula e in-vivo. Bio-Enable è stata costituita in risposta a un bando lanciato dalla Regione Toscana nel gennaio 2015 per progetti finalizzati al rafforzamento del sistema regionale del trasferimento tecnologico. In particolare, il bando (parte del Programma Operativo Regionale FESR 2014 – 2020) aveva lo scopo di stimolare Università e Enti di Ricerca presenti sul territorio toscano a fare sistema per offrire servizi ad alto contenuto tecnologico alle imprese, soprattutto a quelle piccole e medie. Il Centro di Risonanze Magnetiche - CERM dell’Università di Firenze, l’Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e il Dipartimento di Biotecnologie mediche dell’Università di Siena hanno raccolto questa sfida.

Come funziona

Una volta definito il problema tecnico-scientifico per il quale l’azienda si è rivolta a Bio-Enable, i ricercatori delle varie piattaforme, coordinandosi tra loro, guidano il committente nella scelta del protocollo più adatto e forniscono, oltre al supporto tecnico per eseguire il protocollo, consulenza scientifica nell’interpretazione dei risultati.

Il progetto Bio-Enable, esperienza originale

Con il progetto Bio-Enable è stata realizzata una infrastruttura di ricerca distribuita unica sul territorio nazionale, capace di integrare l’accesso a piattaforme che operano su livelli diversi, utilizzando svariate metodologie: dalla spettroscopia di risonanza magnetica nucleare ed elettronica, alla microscopia elettronica, confocale e a due fotoni, a studi cellulari per analisi complesse, alla caratterizzazione fisico-chimica e allo studio della biocompatibilità di biomateriali e di sistemi per drug-delivery e bioingegneristici avanzati, studi in-vitro su linee cellulari e sperimentazioni in modelli animali e analisi cellulari multiparametriche. L’ambito di riferimento è quello della ricerca biomedica e biotecnologica. Sono rilevanti le potenziali ricadute sulle aziende del territorio toscano che operano in un ampio insieme di settori, che vanno dalla farmaceutica alle biotecnologie, dai vaccini allo sviluppo di biomateriali, dall’alimentare alle nanotecnologie.

Redazione Nove da Firenze