Biblioteche comunali di Firenze: domani i lavoratori precari in piazza Signoria

La UIL: “No alle lotte tra lavoratori pubblici e delle cooperative, serve una riorganizzazione seria del settore”


Lunedì 22 giugno alle ore 14:30, le lavoratrici e i lavoratori in appalto delle biblioteche e dell’Archivio Storico del Comune di Firenze si ritroveranno nuovamente in piazza della Signoria per consegnare simbolicamente al Consiglio comunale le oltre 5.000 firme raccolte – tra quelle presenti su Change.org e quelle cartacee raccolte durante i numerosi sit-in davanti alle biblioteche e all’Archivio Storico.

Le problematiche interne del settore biblioteche di Firenze non sono sorte solo a seguito del lockdown, ma persistono da molto tempo. Esiste una carenza organizzativa dovuta alla mancanza di previsione di profili professionali adeguati che si è consolidata negli anni e di cui i responsabili del settore (dal dirigente all'assessore al personale) sono a conoscenza. Il blocco delle assunzioni, causato in primis dalla riforma Brunetta, e la conseguente eliminazione della possibilità di effettuare concorsi interni che stimolassero il personale a formarsi, hanno portato l'amministrazione comunale a scegliere di sostituire il personale dei sevizi pubblici con quello privato delle cooperative. Questo è accaduto in molti settori comunali, di cui le biblioteche sono state probabilmente uno degli esempi dove si è fatto più largo uso delle esternalizzazioni. Cosa che ha causato evidenti problemi ai lavoratori, che attualmente sono così suddivisi: circa 50 i dipendenti comunali, circa 100 quelli in capo alla cooperativa. Con la diffusione del Covid-19 e il conseguente lockdown il Comune di Firenze ha optato per una ripartenza ponderata, riaprendo solo 5 delle 12 biblioteche esistenti nel territorio fiorentino, e, a causa dei problemi economici derivanti dalla diminuzione di entrate, non ha ancora deciso se rinnovare, o meno l'appalto delle biblioteche.

biblio-precari non demordono e, come avevano promesso durante la loro prima, coloratissima, manifestazione del 26 maggio scorso, continuano a farsi sentire con varie attività, interviste e proteste, sempre con l’obiettivo primario di rientrare quanto prima nei legittimi posti di lavoro e di far ripartire un servizio essenziale per la cittadinanza. Rinvigoriti anche dall’appoggio ricevuto durante il colloquio con l’Assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana, Cristina Grieco, i 100 lavoratrici e lavoratori in appalto proseguono nella loro difesa del diritto al lavoro e all’accesso all’informazione, diritti negati o ridotti al lumicino per colpa di precise scelte politiche ed economiche. Chiedono garanzie sull’appalto in corso e sul nuovo bando di gara, risposte precise sul rientro e tutele per il loro futuro. Come hanno più volte ribadito, l’Amministrazione – sollecitata da una notevole fetta di cittadini - deve avere il coraggio di invertire la rotta, ripartendo proprio dalla cultura e dal lavoro, pilastri inalienabili di una società che vuole considerarsi civile.

"Noi come UIL siamo solidali ai problemi dei lavoratori della cooperativa, ma riteniamo prima di tutto che il problema debba essere affrontato alla radice, elaborando un piano organizzativo del settore serio che preveda assunzioni pubbliche e una organizzazione del lavoro che prediliga uno scheletro pubblico anziché lasciare in mano alle cooperative un sevizio ormai ritenuto essenziale. Per fare ciò bisognerà formare il personale, assumere dall'esterno e riqualificare dall'interno seguendo la via maestra dei concorsi interni o esterni così come prevede l'art. 97 della Costituzione. Le false promesse di stabilizzazioni ai dipendenti delle cooperative, che pur collaborano da oltre 10 anni all'interno del Comune, le lasciamo a chi vuole solo riempire di illusioni i lavoratori. Al contrario, secondo noi è doveroso essere realistici e concreti. Non vogliamo prendere in giro nessuno, tanto meno chi che da anni svolgono con impegno il proprio lavoro -afferma Mariagrazia Sicari, Segreteria Regionale Uil Fpl Toscana e vice coordinatore RSU Comune di Firenze- Senza dimenticare che, visti i problemi nel far ripartire gli appalti, ci sembra quanto meno sorprendente che cori di sorpresa arrivino da esponenti del M5S o da partiti che fanno parte della maggioranza di governo attualmente in carica. Se non arrivano fondi, soldi veri da Roma o da Bruxelles, il Comune di Firenze sarà costretto a mantenere ridotto il servizio delle biblioteche. I dipendenti che oggi lavorano nelle 5 biblioteche aperte su 12 sono tutti dipendenti del settore e non è vero affatto, come qualcuno ha voluto insinuare, che siano stati presi da altre Direzioni per rubare il posto ai lavoratori della cooperativa. Le lotte tra poveri non servono a nessuno".

Redazione Nove da Firenze