Bestemmie in Consiglio regionale, Melio chiede la registrazione

La storia toscana raccontata dal consigliere Pd: "Il collega di opposizione chieda scusa". L'imbarazzo di Mazzeo

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 aprile 2021 20:10

"Stamani, poco prima dell’Inno in Consiglio regionale, un collega di opposizione, non accorgendosi di avere il microfono aperto da remoto, ha esclamato ben due bestemmie di fila: “Madonna put***a! Po**a Madonna!”.Nonostante il Presidente del Consiglio abbia subito richiamato alla chiusura dei microfoni, redarguendo senza fare nomi non avendo capito di chi si trattasse, ho riconosciuto immediatamente il Consigliere in questione: per questo ho chiesto alla regia l'accesso alla registrazione dell’aula, nel pieno delle mie facoltà, e ho così avuto la conferma in un video inequivocabile di soli venti secondi".

La storia è raccontata da Jacopo Melio, consigliere regionale PD, che prosegue:"Curioso come una persona che in continuazione si atteggia da moralista, lamentandosi spesso della condotta maleducata degli altri durante i lavori, si lasci poi andare a certi episodi.Nonostante il diritto di cronaca non mi impedisca di rivelarne l'identità, stavolta voglio con ottimismo sperare che il Consigliere, alla luce delle prove in archivio, sappia ammettere il grave gesto e dunque voglia chiedere scusa, cogliendo l'occasione per dare il buon esempio.È vero, ci sono sicuramente problemi più importanti da affrontare, ma un rappresentante dei cittadini dovrebbe agire costantemente, in ogni momento, in modo rispettoso e tollerante, oltre che coerente con i propri principi: o forse il concetto “Dio, patria e famiglia”, tanto difeso da costoro, vale solo a fasi alterne? 😉Confiderò sempre nel buon senso e nella civiltà umana.

D’altra parte errare è umano, chiedere scusa è bello.(Oh, mi garba più così)", conclude Melio.

Il presidente Antonio Mazzeo è chiaramente arrabbiato e imbarazzato: "Come ho detto in aula, è stato un comportamento indegno. Non consono alle Istituzioni.Episodi simili non devono più accadere" .

In evidenza