Bekaert: domani ore 10.30 i lavoratori davanti ai cancelli dello stabilimento

La Uilm: “No ai licenziamenti”, che l’azienda conferma. Calosi (Fiom): "Si sospenda la procedura". Rizzetto e Torselli (FdI): "Il neo Ministro Giorgetti si attivi per recupero del sito e tutela dei lavoratori"


Domani - sabato 20 febbraio 2021 alle 10,30 - di fronte ai cancelli dello stabilimento ex Pirelli di Figline Valdarno, la Uilm incontra alcuni lavoratori per manifestare la netta e forte contrarietà sulla decisione da parte di Bekaert di liberarsi di tutti i 176 lavoratori ancora in forza, ancor prima di avere notizie da parte del Mise sulla reindustrializzazione del sito.

“Procedendo con il licenziamento dei dipendenti Bekaert avrà la possibilità di vendere lo stabilimento italiano al miglior offerente, senza il peso dei lavoratori - dichiara Davide Materazzi, responsabile Uilm Arezzo e Firenze - Azione che la Uilm reputa barbara e cinica, in netto contrasto con quanto concordato fino ad oggi, e che vedeva come obiettivo comune la reindustrializzazione del sito e la continuità occupazionale per i 318 lavoratori coinvolti a partire dal giugno 2018. Una marcia indietro, che ci riporta alla strategia che la multinazionale ha messo in pratica fin da quando ha acquisito il business dello steal cord da Pirelli. E cioè licenziare i lavoratori fino ad arrivare alla chiusura dello stabilimento. E’ già successo nel 2016, quando in Bekaert fu licenziato il 15% dell'allora forza lavoro ex Pirelli: 55 dipendenti su un totale di 373 circa”.

Si è tenuto ieri il secondo incontro della procedura di licenziamento collettivo aperta per i lavoratori della Bekaert, attualmente in cassa integrazione straordinaria. L'azienda ha ribadito che al termine della cassa licenzierà i 112 lavoratori, rifiutando la proposta di sospendere la procedura avanzata dalla Regione Toscana.

L'azienda continua con il suo solito atteggiamento arrogante – ha dichiarato Daniele Calosi, Segretario Generale della Fiom Cgil di Firenze e Pratorifiutando la proposta di mediazione avanzata dalla Dottoressa Carmen Toscano della Regione, per la sospensione dei termini della procedura. Bekaert ha usufruito di ammortizzatori sociali straordinari nati per portare in fondo la reindustrializzazione. Se questa non verrà realizzata, avrà delle responsabilità con un nome e un cognome, a partire dall'azienda e dall'advisor Sernet, che non sono riusciti a portare alcun piano industriale al tavolo in oltre trenta mesi di vertenza, fino alle istituzioni, col governo gialloverde, quello giallorosso, fino al neonato multicolor (basti ricordare BMZ prima e l'”investitore indiano” che ancora oggi aspettiamo), fino alla Regione Toscana che durante tutta la procedura di licenziamento attuale non è mai stata presente con un esponente istituzionale. L'unico piano presentato ufficialmente era quello della Cooperativa Steelcoop Valdarno e chi l'ha affossato dovrà assumersene la piena responsabilità.”“La posizione della Fiom è chiara - conclude Calosi - non firmiamo i licenziamenti quindi chiediamo il ritiro della procedura, l'utilizzo della Cassa Integrazione per Covid e fin da ora chiariamo che, qualunque sia la conclusione della vicenda, chiunque si avvicini per reindustrializzare dovrà prevedere una soluzione per tutti, che i lavoratori siano licenziati oppure no. Non possiamo aspettare cavalieri bianchi”.

"Il neo Ministro Giorgetti si attivi per il recupero del sito e la tutela dei lavoratori ex Bekaert". È quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Walter Rizzetto, capogruppo FdI in Commissione Lavoro, che con un’interrogazione aveva già sollecitato iniziative per la reindustrializzazione dello stabilimento di Figline, assieme a Francesco Torselli, capogruppo FdI nel Consiglio regionale della Toscana. “È prossima la scadenza della cassa integrazione - proseguono Rizzetto e Torselli - e oltre 100 lavoratori con le loro famiglie attendono valide soluzioni a loro tutela come promesso dalle istituzioni. Il Ministro del Mise Giorgetti riprenda senza indugio questa vertenza, verificando la concretezza dell’ipotesi di reindustrializzazione che doveva essere discussa con un incontro presso il suo dicastero lo scorso mese di gennaio, poi rinviato a causa della crisi di governo. È necessaria un’azione tempestiva a fronte di un’indegna condotta della multinazionale belga Bekaert che respinge ogni possibilità di trattativa e sembra determinata a non concedere altre settimane di cassa integrazione".

Redazione Nove da Firenze