Batterio ‘New Delhi’: i comuni cittadini non corrono rischi

L’assessore regionale alla Sanità ha effettuato una comunicazione in Consiglio sui casi di infezione negli ospedali toscani. Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Monitorare non basta, via ad azioni di contrasto incisive»


Firenze – La Regione Toscana sta facendo un’azione di contrasto efficace al fenomeno dei contagi da batterio “New Delhi” e l’epidemia si è rapidamente stabilizzata nell’area nord-ovest della regione. Lo ha detto l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi, che questa mattina ha effettuato in Consiglio regionale una comunicazione in merito alla proliferazione del batterio in Toscana.

Saccardi ha ribadito che “i comuni cittadini non corrono nessun rischio nel nostro territorio”. “La Klebsiella –ha spiegato – è un batterio che vive comunemente nell’intestino dell’uomo ed è un cosiddetto patogeno opportunista, cioè un microrganismo che non infetta a meno che non siano presenti condizioni particolari, come un abbassamento delle difese immunitarie. Non devono essere messe in atto strategie specifiche per la prevenzione dello sviluppo dei batteri se non le comuni regole igieniche della vita quotidiana e l’uso corretto degli antibiotici”. Riguardo ai casi registrati negli ospedali, gli ultimi dati parlano di 101, secondo Saccardi “è impossibile stabilire una correlazione precisa tra decessi e infezioni, perché questa agisce come concausa, che interviene su condizioni cliniche già estremamente compromesse, quindi stabilire un nesso causale diretto nella maggior parte dei casi non è possibile”. Il fenomeno dell’antibiotico resistenza, ha spiegato l’assessore, è una problematica globale: “Se vogliamo usare il termine ‘superbatterio’ dobbiamo dire che in Italia ne troviamo uno ogni tre emocolture di Klebsiella, e in tutte le regioni siamo di fronte a una diffusione endemica di queste infezioni. Parliamo quindi di migliaia di casi in Italia ogni anno. In Regione Toscana, grazie alla Rete Smart istituita nel 2012 presso l’Agenzia regionale di sanità e considerata tra le più performanti in Italia, ogni anno sono disponibili dati che permettono di tracciare il quadro epidemiologico delle resistenze nella nostra Regione”. La Toscana è una delle tre Regioni (con Campania ed Emilia Romagna) ad aver attivato da alcuni anni un proprio sistema di sorveglianza. Inoltre nel 2018 la Regione ha varato un nuovo modello organizzativo per la gestione di queste infezioni. Quindi, ha proseguito Saccardi, “è stata la rete dei nostri laboratori microbiologici a rilevare la presenza di casi, nel marzo scorso, e siamo stati noi a segnalarli al Ministero”.

Dopo l’allerta, è stata costituita un’Unità di crisi regionale, che ha prodotto indicazioni per effettuare screening a chi si ricovera, per gestire i pazienti positivi, i protocolli terapeutici e la pulizia ambientale. In caso di positività, se il soggetto risulta unicamente portatore, il ricovero si svolge regolarmente e il paziente deve solo attenersi alle normali buone norme igieniche. Se invece viene riscontrata l’infezione il paziente viene trattato tempestivamente con la terapia più efficace.

“La diffusione dei batteri multi resistenti – ha concluso l’assessore Saccardi – non è purtroppo un fenomeno che può essere arrestato in poco tempo, ma le azioni messe in atto dalla Regione Toscana sono consistenti e in linea con le migliori evidenze”.

«Sulle infezioni ospedaliere, e in particolare proprio su quelle da Klebsiella pneumoniae nel nuovo ospedale delle Apuane a Massa, io avevo presentato un’interrogazione già il 4 aprile: lo ricordo oggi, così come lo ho ricordato due settimane fa nel dibattito su questo stesso argomento avvenuto unicamente a seguito di un mio question time, perché a quella mia interrogazione non ci fu risposta. Ora, le tempistiche ci portano a pensare male…»: lo ha ribadito il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti durante la seduta del parlamento toscano «Il problema è serio, circoscritto non so quanto. Che ci sia monitoraggio è ottimo – ha sottolineato Marchetti – ma qui c’è da fare il salto verso le azioni di contrasto e da mettere in piedi una task force per circoscrivere i contagi. Dall’area vasta Nord Ovest in questi giorni ho ricevuto cinque telefonate su decessi avvenuti per il precipitare improvviso delle condizioni di ricoverati quasi avviati a dimissioni ospedaliere. Allora, io vorrei che dall’attenzione nel monitoraggio continuo e puntuale si passasse subito e con intensità alla circoscrizione del contagio con interventi mirati, perché temo che la situazione sia più grave e che dalla Regione non ci sia stata reazione pronta quanto avrebbe dovuto»

Redazione Nove da Firenze