Banca Etruria, Ciuoffo: ‘Regione non è stata informata sull’obbligo di cessione’

Claudio Borghi:”L’informazione inadeguata è un fatto gravissimo”. Ancora un rinvio per il Decreto rimborsi. Striscioni di protesta contro l'arbitrato ad Arezzo


Firenze – “La Regione Toscana non era informata sulla comunicazione della Commissione europea al Governo italiano, contenente l’obbligo di cessione della banca-ponte ‘Nuova Banca Etruria’”. Lo ha dichiarato l’assessore alle Attività produttive ed al credito, Stefano Ciuoffo, rispondendo in aula ad un’interrogazione del Portavoce dell’Opposizione Claudio Borghi, preoccupato della reale situazione e delle prospettive dell’istituto di credito.

In particolare Borghi nell’interrogazione ha chiesto quali misure l’esecutivo regionale intende porre in atto per salvaguardare l’operatività di Nuova Banca Etruria, per garantire i livelli occupazionali ed il patrimonio di correntisti e risparmiatori.

“Pur esulando dalla nostra sfera di competenza – ha precisato l’assessore – riteniamo importante che si concluda, nel più breve tempo possibile, la cessione delle quattro banche ad un’azienda bancaria, che abbia volontà di crescere nel Centro Italia ed in Toscana”. “Il tempo è una variabile importante – ha aggiunto – Nella situazione attuale le quattro banche non sono in grado di competere e rischiano ulteriori e più elevate perdite, che ne renderebbero più difficile il collocamento sul mercato”. L’assessore ha poi rilevato che Nuova Banca Etruria, ad oggi, è “pienamente operativa con tutto l’organico” e “non è all’ordine del giorno un’ulteriore razionalizzazione della forza lavoro”, anche se gli attuali livelli occupazionali dovranno essere confermati dal soggetto che acquisirà la banca. “La vicenda della quattro banche, per le quali è stato avviato il processo di risoluzione, rappresenta il punto più critico delle difficoltà che interessano diverse banche italiane – ha sottolineato Ciuoffo – Auspichiamo che la Vigilanza europea, accogliendo gli inviti di Mario Draghi e della Commissione, non ecceda in discrezionalità nelle richieste alle banche europee di ulteriore patrimonio, che renderebbero ancora più complicata la cessione”.

“Sono soddisfatto della risposta dell’assessore, mentre non sono soddisfatto della gestione della vicenda da parte di Governo e di Banca d’Italia” ha replicato Claudio Borghi, ricordando che ancora dei rimborsi, previsti per gennaio, non c’è traccia. “Il limite del 30 aprile per la cessione – ha aggiunto – pende ancora sulla testa senza che sia data adeguata informazione: un fatto gravissimo”.

Stamani nella città di Arezzo sono spuntati diversi striscioni di protesta, le vittime del Salva -Banche, nell'attesa dell'uscita del decreto ribadiscono la loro protesta ed il loro no all'arbitrato. Ancora un rinvio per il decreto sulle banche, con il Governo che avrebbe rimandato ancora di una settimana la questione dei rimborsi, mentre migliaia di risparmiatori beffati attendono di conoscere il proprio destino.

“E’ una vergogna – tuona il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Il Governo sembra brancolare nel buio e prendere tempo, rimandando di volta in volta le decisioni sui sacrosanti indennizzi per gli obbligazionisti. Al momento l’unica certezza è che le misure che l’esecutivo intende varare, così come emerse dalle ultime indiscrezioni, non appaiono adatte a risolvere il nodo dei rimborsi. Alzare il fondo a 300 milioni di euro non basta, perché tale somma non riuscirà a coprire interamente le perdite subite dagli obbligazionisti. Né sarebbe accettabile creare corsie preferenziali a seconda del reddito o della condizione soggettiva dei singoli risparmiatori – spiega Rienzi – O i rimborsi saranno integrali e per tutti, o il Codacons dichiarerà guerra al decreto del Governo, impugnandolo nelle sedi opportune”. “Sempre che il Tar del Lazio non giochi d’anticipo e, accogliendo il ricorso promosso dalla nostra associazione e discusso ieri, non sospenda interamente la legge sul bail-in e il salvataggio delle 4 banche” – conclude il presidente Codacons.

Redazione Nove da Firenze