"Bambino fiorentino perde la residenza, il Comune che fa?"

Palagi e Bundu (SPC): "Mamma e figlio hanno raggiunto il padre, che vive in una casa del Comune senza esserne titolato. La Giunta ci aveva garantito che la vicenda aveva trovato una soluzione. A distanza di un mese prendiamo atto che non è cambiato nulla. La politica non scarichi sugli uffici le sue responsabilità. Lunedì domanda di attualità"


"Un bambino nato e cresciuto a Firenze, cittadino italiano, si è visto cancellare la residenza dal suo comune, insieme alla madre. Perché? Perché hanno raggiunto il padre, che vive in una casa del Comune senza esserne titolato (ma pagando regolarmente il canone) e quindi per legge non sarebbe possibile trovare una soluzione. Mamma e figlio infatti si sono trasferiti senza poter spostare la residenza. In piena pandemia Covid-19, nonostante il Consiglio comunale avesse chiesto di bloccare le cancellazioni per non reperibilità, il Comune ha verificato che non abitavano più all'indirizzo precedente e ha proceduto a "rimuoverli" tra la popolazione ufficiale presente sul territorio". Questa la storia raccontata da Dmitrij Palagi e Antonella Bundu - Sinistra Progetto Comune.

"Senza residenza - proseguono i rappresentanti di SPC -  non c'è diritto alla salute, all'istruzione e non ci sono nemmeno doveri a cui poter far fronte.
Si tratta di una vicenda vergognosa. Anche perché esattamente un mese fa la Giunta ci aveva detto che la situazione poteva considerarsi risolta almeno per il bambino, un risultato parziale che non includeva la madre, ma per il quale poter tirare un sospiro di sollievo sul fronte dei diritti dell'infanzia.
Ora invece siamo venuti a sapere che tutto sarebbe bloccato. La questione è politica, nessuno si provi a scaricare le responsabilità sugli uffici. Denunciamo da anni che sulle residenze e le iscrizioni anagrafiche occorre superare uno stallo anticostituzionale che offende la dignità umana. Lo ha fatto la sinistra di opposizione nelle consiliature precedenti e lo abbiamo fatto come Sinistra Progetto Comune in questo anno e mezzo.
Lunedì chiederemo conto alla Giunta di cosa voglia fare, con una domanda di attualità. Inutile dire di avere attenzione per la vita e i bisogni delle persone se poi una vicenda così rimane irrisolta".

Redazione Nove da Firenze