Firenze Fiera, Palazzo Vecchio e i soldi della Regione, ecco il patrimonio

Chiurli, “La Regione prenda in mano le redini della società o ne esca in via definitiva”


TOSCANA — La commissione di Controllo invita la Giunta regionale a fare un passaggio formale in Consiglio regionale e proporre un dibattito sul futuro del settore fieristico. La richiesta è stata affidata dal presidente Paolo Marcheschi (FdI) all’assessore Vittorio Bugli, che questa mattina ha fatto il punto sulla situazione di Firenze Fiera spa dal punto di vista patrimoniale, sul quale ha specifica delega.

Il presidente Marcheschi ha ricordato gli accordi sottoscritti tra Regione, Comune e Provincia di Firenze nel 2008 per un riequilibrio delle quote di partecipazione e la concessione per trenta anni a canone agevolato del 90 per cento a favore dell’ente, collegato ad un impegno preciso sugli investimenti e sul piano industriale di oltre 100 milioni di euro. Nel luglio scorso, però, la Provincia ha manifestato la propria volontà di dismettere la propria partecipazione e nell’ottobre il Comune ha annunciato di voler riconsiderare l’accordo. Il presidente Antonio Brotini e l’intero consiglio di amministrazione si sono dimessi, dopo tre anni di bilancio in passivo ed una mozione di sfiducia del consiglio comunale di Firenze. Per il 14 marzo è convocata l’assemblea dei soci.
“Sul tavolo ci sono convenzioni da riscrivere totalmente per una lunga serie di inadempienze – ha sottolineato Marcheschi – Se sommiamo le perdite accumulate da Firenze Fiera nel corso degli anni, arriviamo alla cifra di 20 milioni di euro”.

“Da una lato c’è un ente importante, sul quale la Regione ha fatto e conferma scelte strategiche come polo fieristico, dall’altro c'è la necessità di riequilibrare i conti e di un rilancio, con adeguamento strutturale ed investimenti – ha sintetizzato l’assessore Bugli - In questo quadro, occorre un piano concordato tra i soci che, partendo dal riequilibrio del bilancio 2014, definisca bene anche le scelte a medio e lungo termine e le modalità con cui fare gli investimenti che servono per il futuro della Fiera”.

“È necessario risolvere i problemi politici per trovare un management adeguato – ha dichiarato Gabriele Chiurli (gruppo Misto) – Se non fosse stato per quei problemi il presidente Brotini ed il consiglio di amministrazione non si sarebbero dimessi ed il bilancio sarebbe stato in pareggio senza problemi”.

“La Giunta regionale deve dirci cosa vuol fare nell’assemblea del 14 marzo – ha affermato Marco Carraresi (Udc)- Sarebbe opportuno un mandato forte del Consiglio, preciso e chiaro”.

“Bisogna guardare avanti, con pragmatismo e senza campanilismi. Nessuna remora di fronte ad iniziative private – ha detto Simone Naldoni (Pd) – Un polo fieristico a Firenze, che sia un punto di riferimento nazionale serve a tutti, cittadini compresi”.

“Deve essere chiaro: nelle società chi mette i soldi, comanda”, ha precisato Marco Manneschi (Idv), sottolineando la necessità di una leale collaborazione tra i vari organi dello Stato per mettere fine alla ‘finzione giuridica’ delle costruzioni temporanee, vista la loro destinazione effettiva.

“È tempo di rivedere le scelte fatte e riscrivere una nuova pagina – ha commentato il presidente Marcheschi – La Regione decida in fretta come arginare questa ferita ed indichi la visione di sviluppo che intende affermare. Una visione che sembra avere smarrito, pur avendo indicato Firenze Fiera come una delle società strategiche”.

“Chi mette i soldi prende le decisioni, in ogni società vale questa regola ed è impensabile che non valga per una società partecipata come Firenze Fiera. Palazzo Vecchio la smetta di giocare con le risorse della Regione”. Così il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta) interviene a seguito dell’audizione dell’assessore Bugli in Commissione Controllo.
“Da qui al 14 marzo, quando l’assemblea dei soci si riunirà in seconda convocazione per darsi un nuovo Cda dopo le dimissioni in massa di quello presieduto da Antonio Brotini – incalza il consigliere – la Regione dovrà dare un segnale forte. Cosa stiamo aspettando? In 10 anni abbiamo perso l’80% del turismo congressuale. Era il core business di Firenze Fiera. Negli ultimi 3 anni la società partecipata ha chiuso (o si appresta a chiudere) in negativo. Servono 120 milioni di euro di interventi per risanare le strutture di Fortezza da Basso e Villa Vittoria e renderle competitive su un mercato sempre più in crisi. Interventi riservati alla società, non agli Enti proprietari degli immobili. Chi si prenderà la croce della presidenza di Firenze Fiera? E soprattutto: saremo in grado stavolta di far valere la voce del socio di maggioranza sul Comune di Firenze?”
“Vale la pena ricordare – aggiunge Chiurli – che è per colpa della multa comminata dal Comune stesso che la Spa ha chiuso in passivo il 2012. Ed è stato lo stesso Comune a sfiduciare il Presidente Brotini, nominato dalla Regione, in qualità di socio di maggioranza”.
“Eppure Palazzo Vecchio si è riservato di rivedere gli accordi, non ha partecipato al riequilibrio delle quote, né tantomeno si è dimostrato disponibile alla ricapitalizzazione”.
“Adesso che Matteo Renzi ha lasciato la fascia di sindaco – continua il consigliere – ci auguriamo che si possa uscire dal dualismo Renzi-Rossi e si avvii un nuovo modello di governance. Altrimenti la Regione farebbe meglio a mettere all’asta le proprie quote e uscire in via definitiva da Firenze Fiera”.

Redazione Nove da Firenze