Dario Nardella a Un giorno da Pecora: 'Renzi un cavallo su cui puntare, sempre'

L'ex vicesindaco di Firenze a 'Un Giorno da Pecora' racconta il suo rapporto con il segretario PD, che conosce da una vita: entrambi tifosi viola ma lui più trasferte di me, dicono che è di destra perché molto sicuro di sé


POLITICA — In privato, chiama Renzi 'il Cavallo,' perché è quello su cui puntare sempre. Parola di Dario Nardella, deputato PD ed ex vicesindaco di Firenze, che oggi a 'Un Giorno da Pecora', su Radio2, ha parlato del suo strettissimo rapporto con Matteo Renzi, con cui ha condiviso storia politica e non solo. "Siamo nati nello stesso anno e ci siamo laureati alla stessa facoltà", ha esordito Nardella. Avete fatto entrambi parte degli scout? “Sì, ma io ero in quelli laici e lui in quelli cattolici”. Tutti e due tifosi della Fiorentina: avete mai fatto trasferte insieme? “Insieme mai, e comunque lui ne ha fatte sicuramente molte più di me”. Quando lo incontrò per la prima volta? “In qualche riunione politica, ma non ricordo quale. Mi ricordo il primo pranzo insieme, al ristorante 'Da Lino' a Firenze”. Quando vi sentite con Matteo? “Sempre durante la giornata, ci scambiamo sms anche alle sei di mattina oppure all'una e mezza di notte”. Come fa Renzi ad avere sempre la camicia bianca perfettamente stirata? “Lui è in grado di fare cose incredibili, tipo metter la camicia bianca piegata nella borsa del pc senza sgualcirla”. Perché dicono che Renzi è di destra? “Perché le persone troppo sicure di sé a volte vengono percepite in questo modo, ma non è affatto così”. Come lo chiamate tra di voi? “Di solito lo chiamiamo il cavallo, perché in toscana il cavallo è colui su cui si punta” E il 'cavallo' dice parolacce? “Qualche volta sì, ma mai bestemmie”. La parolaccia che dice di più? “La doppia zeta”. E vaffanculo mai? "Certo, ma lui dice "vai a hahare" con la "c" aspirata toscana". Qualche aspetto meno noto delle passioni di Renzi? “Una volta fece una splendida interpretazione di Pierino il Lupo, durante il Maggio Fiorentino, faceva la voce narrante”. Lei è stato per quattro anni vicesindaco di Firenze con Renzi: è vero che quando Matteo lascerà la poltrona di Sindaco si candiderà lei? “Renzi ha detto che si ricandida, quindi la questione non si pone”. Ma a lei piacerebbe? “E' chiaro che chiunque fa politica a Firenze possa poi desiderare di fare il Sindaco, è come chiedere ad un fantino se non vuole vincere il palio di Siena”. Per 'testare', a modo loro, le possibilità di vedere Nardella primo cittadino di Firenze, i conduttori hanno chiesto il giudizio de il Divino Otelma, il quale però non ha dato una previsione positiva, “Il ruolo di Sindaco per Nardella è inconcepibile”, ha sentenziato il 'Divino' al cospetto di Nardella e dei conduttori Sabelli Fioretti e Lauro.

Il confronto con Brunetta, le richieste del PDL e i diktat del PD sulla legge elettorale: Dario Nardella, renziano doc e tra i principali protagonisti della trattativa per la nascita dell'Italicum, oggi a 'Un Giorno da Pecora', su Radio2, ha raccontato i particolari di quanto avvenuto negli ultimi concitati giorni. "Ho fatto tutta la trattativa per la legge elettorale con Brunetta? Ci vedevamo nel suo ufficio , qualche volta nel Transatlantico. Brunetta in privato è più simpatico di come appare in pubblico. Sorride, è uno diretto quando parla”. Su cosa non eravate d'accordo riguardo la legge elettorale? “Loro volevano una soglia bassissima per il premio di maggioranza, il 33%. E poi sbarramenti più alti di quelli che abbiamo avuto”. Chi ha inventato il nome "Italicum"? “Non so da dove sia nato. Matteo non è molto entusiasta di questo nome". Perché avete ceduto sulle preferenze? “In un accordo devi rinunciare a qualcosa. Sulle preferenze abbiamo dovuto lasciare”. Ora però i partiti più piccoli rischiano di uscire dal Parlamento. “Tanti italiani considerano i partitini un pretesto per condizionare le coalizioni e far cadere i governi”. In Parlamento rimarranno solo tre o quattro partiti... “E' probabile, ma non lo trovo scandaloso, anzi”. Casini rischia di restare fuori... “Ho visto che non ha dato giudizi tranchant sulla legge elettorale. Forse ha deciso di passare a fare politica in un partito più grande”. Come il PD? “Il PD è aperto a tutti, basta portare avanti i nostri valori e le nostre idee”. Quanto c'è di vero nelle voci che la vorrebbero al posto di Fassina al ministero dell'Economia? “Niente di vero , non è nemmeno il mio settore”, ha concluso Nardella a 'Un Giorno da Pecora'.

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Redazione Nove da Firenze