Riciclare in cucina. L’arte di utilizzare con gusto scarti e avanzi

Facciamo tesoro di ciò che abbiamo già in casa, lasciamo andare la fantasia, o ripercorriamo le tradizioni familiari dei bei tempi andati


GIULIANA LOMAZZI —
La parola avanzo, da quello di cucina a quello di galera, che siamo abituati a pensare al negativo come qualcosa che non ce l’ha fatta a essere inclusa, può anche esprimere “qualcosa che cresce”: mi avanza, mi cresce, è in più; e su questo “in più” si possono fare alcune considerazioni. La prima certamente riguarda il fatto che possiamo sprecare di meno, soprattutto il cibo; dati alla mano, da tutto il mondo, ci dicono che i paesi “avanzati” gettano via tonnellate di generi alimentari in avanzo, soprattutto frutta e verdura, ma anche cibo confezionato e pasti non consumati fino in fondo. Ognuno di noi può quindi fare nel suo piccolo qualcosa di semplice, immediato e molto efficace: sprecare meno cibo, cosa che si rivela anche un gesto importante per il portafoglio, dato che tutto aumenta di prezzo, spesso ingiustificatamente.
Facciamo tesoro di ciò che abbiamo già in casa, lasciamo andare la fantasia, o ripercorriamo le tradizioni familiari dei bei tempi andati. E se vogliamo un supporto alla nostra attività di recupero, riscoperta e sfruttamento delle risorse più nascoste, ecco che “avanza” - cioè ci viene incontro - il nuovo lavoro di Giuliana Lomazzi Riciclare in cucina. L’arte di utilizzare con gusto scarti e avanzi (Terra Nuova Edizioni): leggere queste ricette ci darà una sorpresa dietro l’altra, correndo il rischio di restare un po’ sbigottiti nell’apprendere quanto abbiamo buttato via nel corso del tempo. Dai semi di anguria tostati all’aceto di ananas, dalla vellutata di foglie di ravanelli allo sformato di baccelli di piselli fino alla cioccolata ai semi di zucca, sono tutte ricette che ci fanno leggere il libro tutto d’un fiato.
Riciclare in cucina: una sorta di rito casalingo dell’abbondanza, attraverso il quale esprimiamo alla Terra o a Dio o all’Universo il nostro grazie per tutto quello che ci è capitato di avere.

“Spreco di cibo, follia economica e ambientale. Fao: buttiamo 750 miliardi di dollari l'anno
Un rapporto disegna scenari inquietanti: l'equivalente dei Pil di Turchia e Svizzera finisce nella spazzatura e produce 3,3 miliardi di tonnellate di Co2. Primato negativo all'Asia industrializzata e sudorientale. L'agenzia Onu ha compilato una serie di consigli per migliorare l'atteggiamento dei consumatori e dei produttori, il primo è ovviamente non buttare il cibo. "Non possiamo permettere - conclude il direttore della Fao - che un terzo di tutto il cibo che produciamo finisca nei rifiuti o vada perso a causa di pratiche inadeguate, quando 870 milioni di persone soffrono la fame ogni giorno".
www.repubblica.it, 11 settembre 2013

L'autrice: Giuliana Lomazzi.
Giornalista e autrice nel campo dell'alimentazione e del benessere naturali, è docente nei corsi dell'associazione Cibo è salute, che diffonde il Metodo Kousmine in Italia.

Redazione Nove da Firenze