USA e America Latina: la politica etica di Jimmy Carter

Saggio rivaluta la figura del presidente che successe a Gerald Ford


STORIA — Firenze, 22 luglio 2013– Una politica estera democratica, improntata a valori fondamentali e irrinunciabili e attenta ai diritti umani, dove potere e influenza sono utilizzati per perseguire obiettivi etici, in nome di un interesse “illuminato”. Fu questa la caratteristica dominante della presidenza di Jimmy Carter secondo lo storico Massimiliano Guderzo, autore del nuovo saggio Ordine mondiale e buon vicinato. Gli Stati Uniti e l’America latina negli anni di Carter (Polistampa, pp. 208, euro 16) inserito nella collana di «Storia delle relazioni internazionali» diretta da Ennio Di Nolfo.

“Carter”, spiega l’autore, giovane ordinario di Storia delle relazioni internazionali all’Università di Firenze, “è ritenuto da molti specialisti una figura minore. Al contrario, la sua presidenza fu di grande importanza in anni chiave per le trasformazioni del sistema internazionale nel trentennio successivo”. Il saggio, basato su documentazione inedita custodita presso la Jimmy Carter Presidential Library di Atlanta (Georgia), racconta di come l’amministrazione Carter si sia posta fin dall’insediamento alla ricerca di un tono di armonia e rispettosa collaborazione con l’America centrale e meridionale, in forte contrasto con l’operato complessivo di Richard Nixon e del suo successore Gerald Ford. A riguardo sono citati episodi poco noti alla storiografia, come le pressioni del presidente sul Vaticano e sulla Conferenza Episcopale statunitense nel 1981 per cercare una risoluzione pacifica alla tragica guerra civile di El Salvador. La ricostruzione storica delinea una politica aperta, secondo necessità, a forme di compromesso e appeasement con gli interlocutori del mondo socialista o comunista, un’azione caratterizzata da decisioni coraggiose in campo internazionale e improntata a raggiungere, al termine della guerra fredda, una pax americana non dissimile da quella ambita da Roosevelt negli anni trenta e Quaranta.

Gherardo Del Lungo

Redazione Nove da Firenze