C'erano una volta gli stabilimenti con gli operai

Si discute dello stabilimento di Scandicci nel Consiglio provinciale di Firenze. Tavolo consultivo sulla Richard Ginori. Mecacci e Sanquerin (Pd): "Ancora a fianco dei lavoratori e degli enti locali per salvaguard​are un'eccelle​nza della nostra economia"


LAVORO — I forni della Ginori resteranno accesi, ma l'attività a Sesto Fiorentino oggi si ferma e i 337 lavoratori andranno in cassa integrazione straordinaria. La decisione di fermarsi era emersa il 16 luglio scorso durante un incontro fra istituzioni, sindacati, e i rappresentanti del collegio dei liquidatori in attesa che si concretizzi l'interesse di uno dei soggetti interessati a rilevare l'azienda.

Resta intatta e, se possibile, ancora più ferma e determinata la volontà delle maestranze e delle loro rappresentanze sindacali di continuare a lottare per il futuro della manifattura.
Per ribadire e rendere tangibile questa volontà per oggi 31 luglio FILCTEM CGIL FEMCA CISL ED UILCEM UIL organizzano un presidio davanti allo stabilimento della Ginori in viale Giulio Cesare a Sesto fiorentino alle ore 16,30.

Ancora una iniziativa di mobilitazione e di lotta anche per richiamare l'attenzione delle istituzioni, delle forze politiche e dei cittadini nel giorno della sospensione dell'attività.

Non vi sono, da parte dell'assessore provinciale al Lavoro Elisa Simoni, novità in ordine alla vicenda Isi. L'assessore, rispondendo a domande d'attualità presentate dai gruppi consiliari, ha spiegato al Consiglio provinciale di Firenze che ha incontrato nei giorni scorsi il curatore Dott. Pilla e che al momento la situazione è quella evidenziata dall'asta andata deserta. Non vi sono state offerte, né per un lotto unico né per lotti separati.

"I lavoratori sono creditori - ha detto tra l'altro l'assessore - Faremo per loro quello che abbiamo sempre cercato di fare, attivando intermediazioni continue con il Ministero per cercare di creare occasioni ulteriori. Mi rendo disponibile per qualsiasi approfondimento qualora sia nelle mie possibilità darlo". Alla seduta del Consiglio provinciale era presente anche il Presidente del Consiglio comunale di Scandicci.
"No a false speranze - ha osservato Piergiuseppe Massai (Pdl) - Vi è stata una gestione modesta sotto ogni profilo".

"Avevamo ragione a ritenere che Isi e Ginori con l'immenso patrimonio umano e professionale avessero necessità di avere le istituzioni dalla loro parte: nessuno suoni campane a morto", ha detto per Rifondazione Andrea Andrea Calò: "La risposta dell'assessore è lapidaria e insufficiente. I tempi scivolano verso l'indefinito e si apre un baratro. Il profilo scelto è basso e inconsistente". Loretta Lazzeri (Pd) ha replicato: "Sono io a stupirmi di queste dichiarazioni. L'assessore Simoni non mai deviato dal suo rigore istituzionale, con misura e attenzione. Tutti siamo amareggiati. I dipendenti dell'Isi li abbiamo come vicini di casa".
"Solo a pensare al numero dei dipendenti che rischiano il posto - spiega Marco Cordone - vengono i brividi. I lavoratori avevano detto che si sarebbero rivolti a un legale per chiedere i danni. Speriamo che lo abbiano fatto. Adesso attenzione alla questione dell'erogazione del contributo regionale. Speriamo che i veri colpevoli della vicenda Isi paghino una volta per tutte".

Quattro sono le proposte emerse al tavolo sulla Richard Ginori: il collegio dei liquidatori - ha spiegato l'assessore al Lavoro Elisa Simoni in una comunicazione al Consiglio provinciale di Firenze - ha reso noto che sono a uno stato di avanzametno diverso. "Il marchio deve restare nel luogo di origine - ha detto Simoni - e il piano industriale dovrà tenere insieme occupazione, marcio e territorio". Tra le proposte, quelle di Lenox e Sambonet sono avanti, vi è già la due diligence. Venerdì scorso è stata formalizzata una terza proposta da parte di un gruppo industriale tedesco, mentre ve n'è una quarta, da parte italiana, che è in via di formalizzazione.

L'assessore Simoni si è soffermata sul museo di Doccia: "Non è mai stata fatta un'operazione del genere in Italia da parte del Ministero e sono stati stimati 18 mila pezzi. Questa operazione permetterà di alleggerire il debito dell'azienda se ci sarà un interlocutore con cui parlare e
confrontarsi". C'è bisogno della copertura finanziaria sulla base della legge Guttuso.
Intanto è convocato per il 30 agosto il tavolo toscano sulla Richard Ginori: "Non escludiamo che prima o dopo questa data sia convocato anche il tavolo ministeriale per valutare le proposte in campo".
Circa i dipendenti, nel Tavolo di accordo per la cassa integrazione, si è dovuto studiare un percorso per 2 dei 325 dipendenti che non sono della provincia di Firenze.
"Le proposte che sono giunte - ha osservato Simoni - presuppongono che l'azienda ha molto da dire. Vi sono importanti mercati da aggredire e lo si può fare solo con la qualità. Il Consiglio provinciale sarà informato. Non sta alla politica scegliere gli imprenditori. Sta a noi vigilare che il marchio resti qui".
"Sulla Ginori - ha commentato Piergiuseppe Massai (Pdl) - si piangono lacrime di coccodrillo, per quello che non è stato fatto dal 2004, quando fu lanciato allarme. Mi auguro che si riescano a risollevare le sorti. Ci vuole un'apertura mentale, politica, tale da comprendere che questa situazione può essre risanata solo con interventi straordinari".
Per Andrea Calò (Rifondazione comunista) si "sentono campane che prima non suonavano. Si è difesa a lungo la gestione incapace di un management fallimentare. Guardiamo con cautela e circospezione alle novità annunciate. Il presidente del Collegio dei liquidatori Marco Milanesio faccia qualche passo di chiarezza in più, soprattutto per dare prospettiva ai dipendenti".

"Abbiamo sempre seguito con attenzione la vertenza sulla Richard Ginori - spiega Marco Cordone (Lega Nord) - E' un patrimonio della nazione toscana. Filippo Mazzei ne era ambasciatore presso l'Impero ottomano. Onore al merito sulla partecipazione dei Cobas, che rischiavano di essere esclusi, al tavolo. Ora si tratta di tenere tutto l'apparato produttivo in piedi".
"Ci sono indubbiamente dati positivi - sottolinea per il Gruppo Misto Samuele Baldini - Anche le scadenze temporali date aiutano a rasserenare il clima. Si intravede un futuro. Un po' rifuggo da ricette semplicistiche come anche dall'alzare sempre l'asticella nei confronti di chi ci guarda. Gli imprenditori non ci vengono a fare un favore".

"Bisogna stare attenti a non fare chiacchiere - rimarca per il Pd Caterina Conti - La crisi della Ginori va riletta nel quadro generale della crisi del Paese. Dobbiamo avere cautela e prudenza e un atteggiamento che deve essere trasparente. La situazione è complessa, ma è una nota positiva la presenza di gruppi industriali e non di fondi investimenti che non si sa dove hanno la testa. Da notare che non ce n'è nemmeno uno toscano. Il ministero sta intanto operando per comprare il Museo. Si parla di milioni di euro che andranno a compensare i debiti. Sono i soldi di tutti. Bisogna evitare polemiche sterili e strumentali che oltre ad essere inutili rischiano di danneggiare anche il percorso. Il Pd sostiene l'azione delle istituzioni. Il Comune di Sesto aveva proposto anche una variante ad hoc in ordine alle esigenze prospettate. Questi mi paiono atteggiamenti seri". Da Riccardo Lazzerini (Sel) l'osservazione che "finalmente riparte un percorso. Non ho dubbi sulla trasparenza. Finora le reti commerciali non hanno dato implementazione al marchio Richard Ginori: vi è stato un deficit da parte del management in ordine a questo. Concordo con Caterina Conti. Ci vuole atteggiamento responsabile".

Il segretario del Pd metropolitano Patrizio Mecacci e la segretaria Pd Sesto Fiorentino dopo il presidio davanti alla fabbrica di oggi pomeriggio: " Siamo convinti che un'eccellenza del nostro territorio come la Ginori non possa scrivere la parola fine e i suoi occupati non debbano pagare sulla loro pelle il duro prezzo di una riorganizzazione aziendale ". Lo affermano Patrizio Mecacci, segretario Pd metropolitano di Firenze, e Camilla Sanquerin, segretaria Pd Sesto Fiorentino, che hanno partecipato al presidio realizzato davanti alla fabbrica oggi pomeriggio, giorno della sospensione delle attività. "Auspichiamo che venga trovato presto un interlocutore economico in grado di sanare questa situazione: in ogni caso saremo ancora a fianco dei lavoratori e degli enti locali che si stanno spendendo quotidianamente ben consapevoli dell'importanza di questo presidio industriale", conclude.

Dopo oltre un anno di trattativa è stato siglato ieri il Contratto Regionale Edilizia Artigianato di 2° livello per la Toscana.
Un confronto lungo per colpa essenzialmente della crisi profonda che il Settore delle Costruzioni nel suo insieme sta affrontando in Toscana e nel paese. Non a caso nel testo del contratto si parla di mettere in campo iniziative di intervento volte al rilancio delle opere edili, anche se di piccole e medie dimensioni, convinti che anche da questo possa ripartire una fase, sia pur lenta, di ripresa.
Relativamente agli aspetti economici, l'integrativo prevede una rivalutazione media del 14% sulle indennità:
Indennità Sostitutiva di Mensa e Pasto Caldo - € 0,50 orario
Pasto Caldo in Cantiere - € 6.08 giornalieri
Pasto in Trattoria - € 8,60 giornalieri
Indennità di Trasporto – 0,17 orarie
determinando in questo modo aumenti medi mensili pari a € 10,38 (Mensa e Pasto Caldo), € 15 (Pasto in Cantiere), € 21,2 (Pasto in Trattoria), € 3,46 (Trasporto).

"Al centro della trattativa c'è stata anche questa volta la questione della malattia. Significativo ed importante il risultato raggiunto: a partire dal 1° luglio 2012 le malattie di durata pari o inferiore ai sei giorni saranno integralmente retribuite dalle aziende al 100% per un numero di tre eventi per anno solare. Tutto ciò fino al 31 dicembre 2013 quando, dopo una verifica da effettuare fra le parti sui risultati di tale istituto contrattuale, si andrà verso il superamento integrale della Carenza senza alcun limite di eventi annuali.

Le Parti si sono inoltre impegnate a rincontrarsi già a partire da Settembre per definire le rimodulazioni delle Prestazioni Extracontrattuali, la definizione operativa di una nuova prestazione a sostegno dei lavoratori che stanno fruendo degli Ammortizzatori Sociali, nonché per provare ad elaborare uno schema valido a livello regionale sull’Indennità di Trasferta ed un confronto finalizzato a migliorare le condizioni di Prevenzione e Sicurezza rispetto a quelle figure professionali operaie ed impiegatizie che pur operando nei cantieri sono al di fuori del sistema della bilateralità" così spiega Antonio Ledda segretario generale FILLEA Cgil Toscana.

Redazione Nove da Firenze