Poste Italiane, Simoncini scrive a Passera e Sarmi per scongiurare esuberi

Nelle due lettere l’assessore sottolinea inoltre i pesanti effetti che la prevista riduzione del personale avrebbe sul piano sociale, in una fase in cui il mercato del lavoro, anche in Toscana, presenta un andamento negativo

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 maggio 2012 18:58
Poste Italiane, Simoncini scrive a Passera e Sarmi per scongiurare esuberi

Riconsiderare il piano di razionalizzazione predisposto da Poste italiane spa per salvaguardare l’occupazione e rilanciare il servizio. E’ quanto chiede l’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini che oggi ha scritto al ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera e all’amministratore delegato di Poste italiane spa Massimo Sarmi. L’assessore Simoncini aveva incontrato ieri le organizzazioni sindacali e la Provincia di Pisa per fare il punto sulle ricadute della riorganizzazione proposta da Poste Italiane, che prevede, in Toscana, 560 esuberi, dei quali 130 nel centro di meccanizzazione postale di Ospedaletto, in provincia di Pisa. Nel corso dell’incontro i sindacati hanno prospettato i rischi che tale piano avrebbe sia per la qualità dei servizi postali, sia per l’occupazione.

“Non posso che condividere – scrive l’assessore – la preoccupazione dei lavoratori per le conseguenze del piano. La previsione in Toscana di 560 esuberi comprometterebbe il buon funzionamento delle attività di recapito postale, che invece Poste Italiane deve continuare a garantire alla collettività puntando, semmai, a migliorare gli standard di servizio”. L’assessore afferma come sia “contraddittoria e di difficile comprensione la decisione, sancita dal piano, di procedere a 130 licenziamenti nel Centro di Meccanizzazione di Pisa sul quale Poste Italiane ha investito fortemente e che allo stato attuale si distingue per elevati livelli di tecnologia e produttività”. Nelle due lettere l’assessore sottolinea inoltre i pesanti effetti che la prevista riduzione del personale avrebbe sul piano sociale, in una fase in cui il mercato del lavoro, anche in Toscana, presenta un andamento negativo.

“Un servizio a forte valenza sociale qual è quello svolto da Poste Italiane – prosegue – deve ricercare, piuttosto, la valorizzazione delle competenze che i propri dipendenti innegabilmente possiedono”.

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