Inps: 26 posti a rischio a Firenze

Rifondazione: la Regione agisca sul Governo per scongiurare i licenziamenti


Il taglio del Governo colpisce i lavoratori dei servizi dell'Inps: a rischio in Toscana 91 posti, di cui 26 a Firenze.

Al grido “Si al lavoro; si al rinnovo dei contratti” oggi, 21 dicembre, i trenta lavoratori somministrati in forza presso la sede INPS di Firenze hanno manifestato davanti alla sede dell’Istituto nel Viale Belfiore. Così come tutti i 91 dipendenti interinali degli uffici toscani e i 1800 nazionali, rischiano di passare il Capodanno da disoccupati. Colpa della norma della Legge di Stabilità che prevede il taglio del 50% dei precari assunti negli enti pubblici. Nello specifico la data di scadenza del loro contratto, dopo ben due anni di lavoro rinnovato ogni tre mesi, è il 31 dicembre 2010 e per pochi fortunati marzo 2011. Dopo di che, per il momento, tutti a casa con buona pace della professionalità acquisita e del servizio reso all’Ente ed agli utenti.

L’iniziativa, nel solco di altre analoghe svolte in questi giorni in decine di città italiane, ha avuto proprio lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sulla loro situazione e chiedere a Governo e Parlamento una modifica della Legge 122/2010 eliminando un taglio che in questo caso colpisce il lavoro e i servizi essenziali ai cittadini e alle imprese. Tra cori, striscioni e simpatiche vignette umoristiche, i trenta lavoratori hanno dato vita ad un’attività di volantinaggio che ha suscitato l’attenzione dei passanti ed è stata accompagnata da unanimi attestati di solidarietà. Difficile del resto immaginare il contrario considerando che, come spiegavano i precari presenti, i manifestanti sono occupati in settori nevralgici e particolarmente delicati come la disoccupazione, la cassa integrazione, l’invalidità civile. Un primo risultato questi lavoratori l’hanno ottenuto: piena solidarietà dai “colleghi” INPS e la promessa da parte del Presidente del Comitato Regionale INPS di adoperarsi pienamente per trovare una soluzione alla loro vertenza e garantire dunque un futuro a questi lavoratori. Nel frattempo, con l’appoggio dei sindacati FELSA, NIDIL e UIL-CPO, continueranno la loro battaglia per mantenere il loro posto di lavoro e sperare in un avvenire più certo e meno precario.

Sulla questione i consiglieri provinciali di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi chiedono all'Amministrazione provinciale di adottare di concerto con la Regione Toscana misure di pressione sul Governo per contrastare i futuri licenziamenti. La manovra del Governo prevede il taglio del 50% del lavoro temporaneo presso la Pubblica amministrazione. "I tagli, oltre ad alimentare la spirale dell’incremento della disoccupazione, i cui tragici effetti cominceranno ad essere evidenti dalla metà del prossimo anno - spiegano Calò e Verdi - mettono a rischio le pratiche per la liquidazione delle pensioni e delle prestazioni sociali che in questa fase per contrasto agli effetti della crisi andrebbero aumentate". A metà del prossimo anno "arriveranno a fine corsa migliaia di lavoratori in cassa integrazione".

Redazione Nove da Firenze