La Salome di Strauss apre la stagione lirica del Maggio Fiorentino

Regia da sensazioni forti di Carsen, Weikert sul podio, protagonista Janice Baird.


MUSICA — Si inaugura giovedì 7 ottobre con Salome, lo “scandaloso” atto unico di Richard Strauss dal poema di Oscar Wilde, fin dai suoi esordi inseguito dalla censura, la Stagione lirica autunnale del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino.

Nuovo l’allestimento, frutto di una virtuosa coproduzione a tre fra Maggio, Teatro Regio di Torino e Teatro Real di Madrid, ideato dal regista canadese Robert Carsen con le scene e i costumi di Radu e Miruna Boruzescu, la coreografia di Philippe Girardeau, le sequenze video di Dario Cioni e le luci di Manfred Voss e Guido Petzold; sul podio il direttore austriaco Ralf Weikert, Janice Baird nel ruolo del titolo, Kim Begley (Erode), Irina Mishura (Erodiade) e Mark S. Doss (Giovanni Battista) fra i principali interpreti.

E promette sensazioni forti la messa in scena di Carsen, che torna per la terza volta sul palcoscenico del Teatro Comunale dopo le felicissime esperienze di Fidelio nel 2003, che gli valse il Premio Abbiati della critica musicale come miglior regista dell’anno, e Elektra con Ozawa nel 2008.
A testimoniare l’amoralità materialistica e il vizio che pervade la vita familiare e pubblica dei protagonisti, l’azione si svolge nel caveau di un casinò. Pedofilia e necrofilia sono solo alcune delle perversioni dei personaggi: Erodiade ha ucciso il primo marito per sposare il di lui fratello Erode, ma quest’ultimo ne concupisce la figlia sedicenne Salome, adolescente ribelle disgustata dal mondo e dai modelli da cui è attorniata, e affascinata invece dalle parole e dalla figura apocalittica del predicatore prigioniero. La sua fatidica danza dei sette veli è un aperto oltraggio alla madre e una provocazione erotica verso i laidi figuri che la attorniano, la decapitazione del Battista che la allontana da sé l’unico modo per possederlo ed unirsi a lui, così diverso da tutti.

Dopo l’inaugurazione dell’ultima edizione del Festival con "La Donna senz’ombra", ancora Strauss dunque per il Teatro del Maggio, con il dramma musicale più eseguito nella sua storia – cinque produzioni prima di questa, l’ultima nel 1994 con Mehta e Luc Bondy.
Quattro le rappresentazioni: dopo la “prima” di giovedì 7, domenica 10 (pomeridiana), martedì 12 e venerdì 15 ottobre. Ancora alcuni biglietti disponibili, da 25 a 85 euro a seconda dei settori, in particolare per l’ultima replica, che si possono acquistare online su www.maggiofiorentino.com, telefonando allo 055 2779.350, via email all’indirizzo tickets@maggiofiorentino.com, al Box Office, alla Biblioteca delle Oblate, alla Libreria Giunti al Punto in via Guicciardini, all’APT di via Cavour.

Intanto, per prepararsi meglio all’opera, mercoledì 6 ottobre alle ore 21 il musicologo e fine divulgatore Lorenzo Arruga la presenta al pubblico, nel corso di un incontro a cura degli Amici del Teatro del Maggio che si svolgerà nel Bar di platea del Teatro Comunale, ad ingresso libero.

Redazione Nove da Firenze