Renzi all’Idv: “La ‘campagna acquisti’ lasciamola a Corvino”

Fabio Evangelisti, coordinatore toscano dell'IdV, replica al sindaco di Firenze

Redazione Nove da Firenze
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23 luglio 2010 19:15
Renzi all’Idv: “La ‘campagna acquisti’ lasciamola a Corvino”

“La campagna acquisti la deve fare Corvino, ovvero il direttore sportivo della Fiorentina, e non Antonio Di Pietro”. Lo ha detto Matteo Renzi in merito a una presunta ‘campagna acquisti’ a Firenze del partito di Antonio Di Pietro: l’Idv, stando a notizie di stampa, avrebbe tentato di allargare il suo gruppo consiliare a Palazzo Vecchio, ora composto da un solo consigliere, contattando direttamente alcuni consiglieri comunali del Pd. “Credo – ha aggiunto Renzi – che sia utile che i leader nazionali del centrosinistra si preoccupino di come sta il centrosinistra e di come sta questo Paese.

Trovo strano che qualcuno si metta a corteggiare i consiglieri comunali di Firenze di un altro partito, per di più alleato: mi sembra un’idea di politica vecchia, che non mi appartiene e voglio sperare che sia qualcosa da cancellare”. ”Noto – ha continuato il sindaco – che su Firenze si sta concentrando un’attenzione particolare. Le campagne acquisti le fanno i dirigenti sportivi delle società di calcio: i politici si occupino dei problemi dell’Italia e, in questo caso, di tentare di tenere insieme il centrosinistra, non di mettersi a litigare.

Finché il centrosinistra starà a litigare tra di sé non vinceremo mai: è bene che qualcuno glielo spieghi a questi leader nazionali”. “Matteo Renzi ha ragione: le campagne acquisti le fanno le società di calcio e, nel caso della Fiorentina, c’è da sperare che Corvino quest’anno ne azzecchi qualcuna in più del passato. Per tornare alla politica, e all’Italia dei Valori, è vero che siamo una forza che continua a crescere e acquisire consensi, credibilità e radicamento sul territorio, grazie alle nostre battaglie, sempre coerenti, contro il regime autoritario rappresentato dal governo Berlusconi.

Per questo non abbiamo bisogno di portare avanti nessuna campagna acquisti”. Lo dichiara, in una nota, il Coordinatore dell’Idv Toscana, on. Fabio Evangelisti, in risposta alle dichiarazioni del sindaco Matteo Renzi. “La verità, casomai – spiega Evangelisti - è che sono sempre di più quelli che dell’Italia dei Valori condividono le idee, la fermezza, l’intransigenza e le battaglie. Siamo una forza in crescita e in evoluzione e, a chi si presenta alla nostra porta, chiediamo soltanto una fedina penale pulita, offriamo un programma coerente e undici punti con cui vogliamo costruire l’alternativa al centrodestra.

L’Italia dei Valori è un Partito aperto e trasparente, che non ha bisogno di operare nelle stanze chiuse del potere né tantomeno nella bassa cucina della politica”. “Quanto a Renzi e al Pd – sottolinea il Coordinatore - chiarisco ancora una volta che noi non abbiamo cercato nessuno, e ribadisco nessuno. In tanti hanno bussato alla nostra porta e noi, gentilmente, abbiamo risposto. A chi oggi grida allo scandalo, ricordo la sobrietà del comportamento dell’Italia dei Valori quando, ad esempio, due anni fa il deputato Jean-Léonard Touadi, eletto nelle nostre liste, è passato al gruppo Pd della Camera dei deputati.

All’epoca nessuna delle anime belle del Pd fiorentino alzò la voce querula”. “Per quanto riguarda Firenze e la Toscana – conclude Evangelisti - l’Italia dei Valori non corteggia nessuno, ma, anzi, siamo molto corteggiati. Per questo, le polemiche estive e le spy story non ci interessano. Dai dirigenti del Pd ci aspettiamo comunque un invito alla prossima festa dell’Unità: noi porteremo volentieri un fetta d’anguria fresca per stemperarne i bollenti spiriti”. “Mi sorprendono le reazioni di queste ‘vergini stupefatte’ che riscoprono il purismo della politica soltanto quando l’Italia dei Valori cresce nei consensi e si radica sul territorio”.

Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale Idv Marco Manneschi. Si scomodano parole impegnative (etica, impegno morale) che dovrebbero riguardare i contenuti dell’azione politica perché non si vuole guardare i veri problemi, spiega Manneschi: “L’Idv è un alleato leale ma scomodo, abituato alla franchezza e non al servilismo: ci dobbiamo porre il problema se gli eletti hanno vincolo di mandato o meno e con quali limiti. Nessuno nell’Italia dei Valori ha fatto scandalo quando alcuni parlamentari eletti con il nostro Partito hanno scelto di cambiare e aderire al Pd.

Non vedo perché il diritto di scelta va bene solo a senso unico. L’Idv, semplicemente, è oggi il principale elemento di novità politica del centro sinistra: un partito aperto, con una forte propensione alla difesa dei valori e dei principi costituzionali e pronto a dialogare con tutti. Ma la lunga fase di discredito cui l’Italia dei Valori è sottoposta conferma che siamo scomodi. Addirittura veniamo accusati di ‘pressioni’ per aumentare artificiosamente il nostro consenso”. “Strano – conclude Manneschi - che mentre si parla della candidatura di Vendola alle primarie del Pd qualcuno alzi le barricate addirittura prevedendo una disciplina inibitoria della possibilità di cambiare gruppo.

Quando queste fughe si concretizzano lontano dalle elezioni, si deve almeno riconoscere che non sono dettate da convenienza politica”.

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