Dal primo agosto biglietti ed abbonamenti Ataf più cari?

Per Cellai (Pdl) "il biglietto 4 x 90’ passa da 4.50 euro a 4.70 euro (+ 20 centesimi); l’abbonamento mensile ordinario passa da 34 a 35 euro (+ 1 euro); aboliti l’abbonamento mensile lavoratori e l’abbonamento annuale studenti under 15".

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 luglio 2010 18:59
Dal primo agosto biglietti ed abbonamenti Ataf più cari?

“Da una comunicazione ufficiale di Ataf del 13 luglio scorso ai rivenditori Ataf e Li-nea che ha per oggetto ‘revisione titoli di viaggio e tariffe’, ecco le novità tariffarie in vigore dal prossimo primo agosto. Il biglietto 4 x 90’ passa da 4.50 euro a 4.70 euro (+ 20 centesimi); l’abbonamento mensile ordinario passa da 34 a 35 euro (+ 1 euro); l’abbonamento mensile lavoratori che costava 20 euro viene abolito; l’abbonamento annuale studenti under 15 che costava 150 euro viene anch’esso abolito.

L’abbonamento annuale Basic passa da 100 a 150 euro (+ 50 euro) e la soglia di reddito ISEE di accesso passa da 9.500 a 10.000 euro (+ 500 )”. Questa la dichiarazione del consigliere del Popolo della Libertà Jacopo Cellai. “Colpisce in modo particolare l’abolizione del mensile lavoratori e studenti under 15 – ha aggiunto Cellai –. Si colpiscono così, infatti, direttamente lavoratori e famiglie. E anche i più poveri, con l’aumento di 50 euro e l’innalzamento della soglia ISEE.

E poi, quando sono stati deliberati questi aumenti tariffari? Ci sono stati indirizzi della giunta in tal senso? Perché nessuna comunicazione preventiva in Consiglio comunale?” “Senza contare – ha sottolineato ancora il consigliere di centrodestra – che gli aumenti arrivano a fronte di un netto peggioramento del servizio, denunciato con forza dagli utenti, in seguito alla chiusura al traffico di piazza Duomo. Ne è un esempio eclatante l’abolizione della fermata delle linee 11, 36 e 37 in piazza Santa Maria Novella che tanti disagi ha portato ai cittadini”. “Ancora una volta, Renzi mette le mani nelle tasche dei fiorentini: dei lavoratori, delle famiglie e anche dei meno abbienti.

Chiamati tutti, stavolta, a riempire il buco di bilancio dell’azienda di trasporto pubblico cittadina” ha concluso Cellai. “Apprendiamo con stupore che dal primo di agosto Ataf aumenterà il prezzo dei biglietti e addirittura cancellerà alcune forme di abbonamento per studenti e lavoratori. Ci chiediamo a quale logica perversa rispondano queste novità, che certo non seguono nessun miglioramento nel servizio e neppure i temuti tagli del governo, ancora di là da venire. Così facendo Ataf penalizza tutti quelli che non possono fare a meno dell'autobus e al contempo allontana persino dall'idea del trasporto pubblico gli utenti più giovani.

Sarebbe questa la politica di incentivazione e promozione del mezzo pubblico, di cui la nostra città ha un disperato bisogno per difendersi dall'assedio delle auto?" si domanda Ornella De Zordo. "Che fine ha fatto la fantomatica Azienda unica della mobilità, che doveva gestire e armonizzare il trasporto pubblico locale con il sistema dei parcheggi?" rilancia la consigliera di perUnaltracittà. "Piuttosto che accanirsi sulle facilitazioni per le categorie più deboli, Ataf dovrebbe pensare seriamente a come ‘fidelizzare’ gli utenti e attrarne di nuovi, collaborando con l'Amministrazione per elaborare strategie che rendano il mezzo pubblico efficiente, economico e comodo” conclude De Zordo.

(fdr) La replica di Ataf a Cellai e De Zordo “Qualcuno spieghi a Cellai, consigliere del Popolo della Libertà, i tagli ai servizi pubblici, trasporti compresi, decisi a Roma da Tremonti e votati senza pensiero dal suo stesso partito”. Così il presidente di Ataf, Filippo Bonaccorsi, commenta le dichiarazioni del consigliere Jacopo Cellai. “Non venga a dirci che non sapeva che questo Governo sta mettendo le mani nelle tasche dei cittadini”, aggiunge Bonaccorsi.

Riguardo invece le dichiarazioni della consigliera De Zordo (perUnaltracittà), Bonaccorsi sottolinea che il rincaro, imposto all’azienda dalla manovra correttiva del Governo centrale, non tocca né studenti né lavoratori, andando a incidere sul titolo di viaggio (il 4 corse) tradizionalmente acquistato da chi visita occasionalmente la città e non da chi usa il mezzo pubblico tutti i giorni. “Non c’è nessuna spremuta per lavoratori e studenti, anzi, è l’esatto contrario: con solo un euro, cioè pagando il mensile ordinario 35 euro invece di 34, si fa viaggiare gratis un under 12; i lavoratori che pagavano 20 euro al mese potendo usare solo due linee bus adesso, con 220 euro l’anno, possono viaggiare su tutta la rete Ataf&Li-Nea, sulla tramvia e sui treni metropolitani, oltre a poter usare i parcheggi di struttura”.

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