Tagli alla Cultura: garantire un futuro alla Pergola

L'assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti, è intervenuta all'assemblea con i lavoratori del prestigioso teatro fiorentino. Il decreto Tremonti, infatti, prevede la soppressione dell'Ente teatrale italiano.

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
08 giugno 2010 18:58
Tagli alla Cultura: garantire un futuro alla Pergola

"Sono qui per sostenere le buone ragioni della Pergola e per testimoniare la volontà della Regione di fare quanto possibile per mantenere in attività questa importante istituzione culturale fiorentina e toscana. E' necessario che tutti i soggetti interessati alle sorti di questo teatro si siedano intorno ad un tavolo per progettare il suo futuro. In questa fase infatti è opportuno interrompere il flusso di dichiarazioni e di proposte diverse, per fare squadra e ricercare soluzioni condivise". L'assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti, ha formulato questo invito nel corso dell'assemblea pubblica indetta al teatro della Pergola per parlare della soppressione dell'Ente teatrale italiano e dei tagli alla cultura previsti dal decreto Tremonti. Sopra lo storico palcoscenico fiorentino campeggiava uno striscione con un inquietante interrogativo: “Dopo 350 anni Firenze perde la Pergola?” e nel foyer i manifesti di annuncio della stagione teatrale erano polemicamente e parzialmente coperti da due scritte: “soppressi” e “inutili”.

In questo clima di grande preoccupazione, l'assessore Scaletti ha portato la soilidarietà della Regione ai lavoratori della Pergola e ha parlato di una manovra governativa sbagliata, che taglia scuola, cultura, ricerca, università, cioè settori vitali per garantire la ripresa economica dell'Italia, peraltro sottovalutando i riflessi negativi che simili tagli potrebbero avere sulle presenze turistiche. "La manovra in atto – ha aggiunto l'assessore Scaletti – non è soltanto sbagliata, ma è in assoluta controtendenza rispetto a ciò che avviene nel resto dell'Europa e ci pone fuori da un'Unione che investe 4 volte più dell'Italia in questi settori.

Anche per questo dobbiamo unire le forze per contrastarla e per mantenere in vita le nostre istituzioni culturali più prestigiose". di Tiziano Carradori

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