Aziende sanitarie: in agitazione gli operatori dei call center

Possibili disagi nei servizi Front Office e Cup dell'azienda Unità Sanitaria Locale Sud Est nei giorni 29 e 30 giugno. Via libera alla stabilizzazione del personale precario chiesta da Toscana a Sinistra. Fattori: "Giusto riconoscimento a chi è stato in prima linea"


L’agitazione è determinata dal mancato accordo sui tempi di contrattazione tra le parti: le organizzazioni che si sono aggiudicate la gara per la gestione delle attività di front office, che dovevano subentrare a far data dal 1° luglio 2020, le organizzazioni sindacali ed Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale, che ha gestito il bando di gara.

È stato revocato lo sciopero degli operatori del call center del servizio CupTel operativo per gli ambiti Versilia e Livornese (Livorno, Cecina, Piombino ed Elba). L’organizzazione sindacale Filcams Cgil Livorno ha adottato tale decisione, in considerazione dell’incontro fissato dalla Regione Toscana per lunedì prossimo 29 giugno.

Nei giorni di lunedì 29 e martedì 30 giugno il personale delle aziende e delle cooperative che gestiscono i servizi esternalizzati di front office per la USL TSE nella zona della provincia di Arezzo ha proclamato uno sciopero. In conseguenza di questa agitazione l'Azienda Sanitaria Sud Est si trova nell'impossibilità di garantire il regolare svolgimento delle normali attività amministrative come ad esempio le prenotazioni, la scelta e revoca del medico, i pagamenti di ticket, ecc; disagi anche per gli accessi ai prelievi senza la preventiva prenotazione; saranno altresì possibili disagi anche per le attività di prenotazione telefonica.

Predisporre un nuovo piano di stabilizzazione del personale del servizio sanitario regionale, in un quadro di potenziamento e riqualificazione della sanità pubblica, sia per l'assistenza ospedaliera che per quella sul territorio. E indire concorsi per titoli ed esami con l'attribuzione di un punteggio che tenga conto dell'esperienza maturata in almeno tre anni di servizio. È quanto previsto nella mozione del gruppo Toscana a Sinistra approvata all'unanimità dal Consiglio regionale nell'ultima seduta. L'atto chiede poi al Governo nazionale di spostare il termine per il raggiungimento del requisito della maturazione dei 36 mesi dal 31 dicembre 2019 al 31 dicembre 2020, dando così un giusto riconoscimento al personale sanitario impegnato in prima linea nel combattere l'epidemia da Covid-19.
“L’emergenza Covid-19 ha mostrato chiaramente che il servizio sanitario della nostra regione deve essere potenziato e occorre un nuovo piano di stabilizzazione che preveda contratti a tempo indeterminato sia per chi lavora negli ospedali, sia per chi fa assistenza sul territorio”, hanno spiegato il candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e il consigliere Paolo Sarti, vicepresidente della commissione sanità.
“Molti lavoratori della sanità hanno ancora contratti precari fra i più vari, comprese le partite Iva o forme di lavoro somministrato. La stabilizzazione è una misura necessaria per far funzionare meglio il sistema regionale in condizioni ordinarie ma anche in vista di una possibile seconda ondata epidemica” – hanno aggiunto Fattori e Sarti. “E rappresenta un giusto riconoscimento a chi è stato impegnato in prima linea a combattere la pandemia e adesso rischia di non rientrare nel percorso di stabilizzazione. Per questo abbiamo chiesto di posticipare il termine per il raggiungimento del requisito della maturazione dei 3 anni di lavoro da fine 2019 a fine 2020”.

Redazione Nove da Firenze