Autista di bus aggredita e minacciata, è successo ancora

Vergogna sulla linea 30. "Ringrazia che sei donna e mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
21 Luglio 2026 15:16
Autista di bus aggredita e minacciata, è successo ancora

Salire sull’autobus ogni mattina per garantire un servizio pubblico. Aspettare di smontare, la sera, senza sapere se sarà andata bene. È diventata questa la quotidianità di tante autiste e autisti a Firenze.

Sabato 18 luglio, nel pomeriggio, sulla linea 30 è accaduto di nuovo. Dopo la soppressione di alcune corse, un passeggero ha iniziato a urlare contro l’autista. Poi ha colpito più volte con i pugni il vetro della cabina, nel tentativo di sfondarlo.

L’autista è riuscita a mantenere la lucidità. Ha evitato che la situazione precipitasse. Ma prima di scendere, l’uomo le ha lasciato addosso una frase che non si cancella: “Ringrazia che sei donna e che mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo”.

La lavoratrice ha deciso di sporgere denuncia. E ha fatto bene, dice la Filt Cgil. Perché quella non era rabbia. Era una minaccia di morte.

A rendere tutto ancora più pesante è un dettaglio: l’autobus era pieno. Nessuno è intervenuto. Nessuno ha preso le difese della collega.

“Purtroppo non è un caso isolato”, spiega la Filt Cgil Rsa Autolinee Toscane Firenze Urbano nel comunicato diffuso oggi.

“Aggressioni, minacce e intimidazioni nei confronti del personale sono sempre più frequenti. Troppo spesso chi è in servizio diventa il bersaglio della frustrazione degli utenti per problemi organizzativi di cui non ha alcuna responsabilità”.

Il sindacato non parla di fatalità. Parla di sistema. “Riconosciamo gli investimenti messi in campo negli ultimi anni. Ma la prevenzione non può esaurirsi in una singola misura o in un singolo strumento. La sicurezza è un sistema integrato che richiede interventi coordinati, procedure chiare, formazione, presidi e una costante attenzione da parte di tutti”.

La domanda resta sospesa: cosa sarebbe successo se quel vetro si fosse rotto?

Per questo la Filt Cgil lancia un appello ai lavoratori e alle lavoratrici: denunciare sempre. “Ogni episodio denunciato è un passo in più verso una maggiore sicurezza. Ogni episodio taciuto rischia di alimentare l’idea che tutto questo sia normale. Non è normale. E non deve mai diventarlo”.

“La sicurezza non può dipendere dalla fortuna, dal sangue freddo o dalla capacità di evitare una provocazione. Deve essere garantita. Sempre”.

In evidenza