Artigiani a Firenze, quella splendida cornice: l'arte di conservare l'arte

Un nome conosciuto in tutta Italia, per la cura e l'attenzione ai dettagli ma anche per il gusto


Il laboratorio di Franco Ristori apre nel 1971 dopo un apprendistato presso le botteghe dell'Oltrarno fiorentino. Una stretta di mano che non ha nulla da invidiare ad una morsa da banco ed una espressione severa sono i requisiti minimi dell'artigiano vero.

Ristori non ha lavorato solo il legno, si è messo alla prova con vari materiali approfondendo soprattutto quelle tecniche che avrebbero poi reso le sue cornici differenti da tutte le altre.
Negli anni la bottega dello Statuto si è ampliata. "Oggi chi prende la Tramvia potrebbe non vederci ed il passaggio è molto diminuito. Non ho idea di quanto durerà ancora l'attività. Finché ci sono clienti andiamo avanti, ma molti mi conoscono per il passaparola e per il nome costruito negli anni. Se un giovane iniziasse adesso, non lo vedrei messo bene".

 Gli inizi "Ricordo le mani degli artigiani. Vedo come se le avessi davanti le ferite sulle dita delle operaie che maneggiavano i lampadari in ferro ed andavano a ripulire ogni singola fogliolina, affilatissima. E' stato in quel periodo, negli anni '60, che ho sperimentato le prime tecniche di colorazione dei metalli e doratura del legno, restando legato alla tradizione ma anche tentando qualcosa di nuovo, di più moderno". Alcune collaborazioni e poi la svolta con la bottega in quel locale libero di via Francesco Gianni allo Statuto segnalato da un conoscente mentre Ristori lavorava nei pressi di piazza Leopoldo.

Ma è nel retro dell'attività su strada che si annusa l'odore del legno lavorato, si entra nel cuore del Made in fatto di strumenti e di contenitori ripieni di segreti; dove l'esperienza è l'ingrediente base.
 Ristori apre uno sportello a parete e propone una pausa caffè. Al primo sorso precisa "Io non assemblo. Io creo". Posando il bicchiere mostra una piccola cornice che racchiude un'opera di grande valore destinata ad un chirurgo che la sera, rientrando a casa dalla sala operatoria si rifugia "nella contemplazione dell'arte".  Stile e design caratterizzano la filosofia di Franco Ristori "Ho sempre cercato di fare il meglio per l'opera. Molti clienti arrivano con le loro idee, alcune sono indicazioni ben precise alle quali occorre attenersi, altre sono proposte ed allora il margine di intervento personale è maggiore.."

Ma esiste la cornice ideale? "Esiste se pensata nell'insieme del contesto in cui sarà inserita. Non basta conoscere i colori del quadro, servono anche i colori dell'ambiente e lo stile dell'arredamento che ospiterà l'opera incorniciata.."
Ma forse c'è di più "Sì, in effetti ci sono altre cose da sapere. C'è grande differenza tra un quadro acquistato e tenuto per investimento ed uno che resterà per sempre al fianco del cliente. La presentazione è completamente diversa".

 Sulla parete che espone le finiture, non ci sono spazi liberi ed i modelli sono in molti casi esclusivi e brevettati. La Bottega Ristori è un riferimento per artisti e collezionisti perché la personalizzazione della cornice consente variazioni sul tema anche a distanza di anni.
  "Sono un appassionato, rispetto i maestri e le loro scelte, ma se dipendesse da me molte cornici le cambierei. Cambierei anche le stesse che ho fatto io negli anni '70 e '80. Non rifarei alcuni intagli, cambierei i colori, le tonalità. Mi diverto a creare accostamenti nuovi e non solo per andare incontro alle richieste dei clienti, come ad esempio il passaggio epocale dalla doratura alla cornice pesante e scura per arrivare a strutture più chiare e leggere".

Una scelta estetica dettata dalle mode e dall'epoca quella che rende contemplabile una "splendida cornice" sia questa uno scorcio di paesaggio, un volto da ricordare o una idea che cattura le emozioni.
Idealmente è un lavoro che non avrà mai fine "No, ma io smetto. Quando mi stanco..".

Antonio Lenoci