Anziana ed invalida, resta al Pronto Soccorso 10 ore senza una coperta

L'Azienda Sanitaria replica ad una interrogazione urgente presentata dall'opposizione


Una signora di 92 anni e invalida al 100% arriva al pronto soccorso in ambulanza alle 2.30 del mattino, e lì resta "senza nemmeno una coperta" per oltre 10 ore. Come è stato possibile?
All’ospedale di Prato, secondo quanto annunciato dalla Asl nel gennaio scorso, è attivo il Day Service geriatrico proprio per trattare con tempestività pazienti fragili.
Eppure 24 ore dopo l'Azienda precisa l'accaduto parlando del numero degli accessi "al Santo Stefano sono stati 307, con 222 persone rinviate al domicilio" e dicendo che "Probabilmente si è verificato un disguido nella comunicazione tra il personale e la paziente".

"Voglio sapere cosa non ha funzionato" ha chiesto il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti. "I familiari riferiscono che tra l’altro durante tutte quelle ore di attesa in barella la signora non è stata nemmeno riparata dal freddo e che hanno dovuto provvedere i familiari coprendola con un giubbotto. Il racconto dei familiari della signora lascia davvero l’amaro in bocca. Ho inteso portare il caso all’attenzione della giunta regionale – spiega Marchetti che sulla vicenda e sul funzionamento del Day Service geriatrico ha appena depositato un’interrogazione – perché come al solito il Pd fa quadrato sugli annunci in grande spolvero, come quello del percorso d’emergenza dedicato agli anziani presso il Santo Stefano di Prato, e poi però i fatti raccontano tutt’altri standard di servizi".

Il Capogruppo di Forza Italia, ricapitolati i fatti, domanda alla giunta toscana se valuti un simile accadimento "congruente con la definizione anche solo lessicale di Pronto Soccorso" e compatibile con gli standard di assistenza e cura da destinarsi a pazienti fragili e chiede i motivi per cui l’anziana paziente non sia stata indirizzata al Day Service geriatrico.

 L'Azienda Sanitaria Toscana Centro risponde con alcune precisazioni.
"Lanziana paziente ha eseguito gli esami ematici appena arrivata in pronto soccorso e successivamente è stata presa in carico dal personale medico e inquadrata correttamente dal punto di vista diagnostico. Si ribadisce che la presa in carico, l’assistenza, la diagnosi e la cura del paziente in fase acuta hanno inizio già nelle ore di permanenza in Pronto Soccorso durante le quali il PS è sotto costante monitoraggio da parte del personale altamente qualificato. Anche ieri questa assistenza è stata garantita all’anziana paziente".

Quanto ai tempi del ricovero, "è utile ricordare che la gestione del posto letto nei settori appropriati di degenza di norma avviene in relazione alle priorità di attesa dei pazienti al pronto soccorso, con particolare attenzione all’instabilità clinica e alla complessità assistenziale. In questo periodo di elevati accessi al pronto soccorso sicuramente avvengono dei rallentamenti legati proprio alle elevate presenze. Nella giornata di ieri gli accessi al PS al Santo Stefano sono stati 307, con 222 persone rinviate al domicilio. Nonostante questi numeri elevati, sempre nella giornata di ieri, sono state ricoverate 45 persone".

La nota prosegue "La signora, visto l’arrivo e la patologia per la quale si è presentata, ha atteso un tempo relativo alla sua situazione clinica, pur comprendendo l’Azienda il disagio della paziente considerata la sua anziana età".

Quanto alla mancata fornitura della coperta? "Probabilmente si è verificato un disguido nella comunicazione tra il personale e la paziente in quanto il pronto soccorso non era sprovvisto di coperte. Tuttavia il personale ringrazia per la segnalazione che darà modo di riflettere per un maggiore impegno nel migliorare l’accoglienza in un reparto così importante e particolare qual è il pronto soccorso".

Redazione Nove da Firenze