Antonio Patuelli alla Biblioteca Spadolini

Il presidente dell’ABI: “L’Europa economica esiste, ora servono decisioni all’altezza delle emergenze”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 Maggio 2026 18:40
Antonio Patuelli alla Biblioteca Spadolini

Firenze, 29 maggio 2026 — «L’economia in Europa non è più fatta da una somma di economie nazionali, ma da economie integrate. L’Unione Europea economicamente c’è. Ora l’urgenza è che sappia dare risposte nei tempi dell’emergenza, come già riuscì a fare all’epoca del Covid».

Con queste parole il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, ha posto al centro del suo intervento il tema della capacità decisionale dell’Europa, intervenendo questo pomeriggio alla Biblioteca Spadolini Nuova Antologia di Firenze, nella Sala Giovanni Spadolini, all’incontro dal titolo “Sulla relazione del Governatore della Banca d’Italia”.

L’appuntamento, organizzato dagli Amici della Fondazione Spadolini Nuova Antologia in collaborazione con la Fondazione stessa - nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita di Giovanni Spadolini -, ha riunito pubblico, studiosi e rappresentanti del mondo culturale ed economico nella sede della Biblioteca, in via Pian dei Giullari 36A, a Firenze.

Nel suo intervento, Patuelli ha richiamato la necessità di un’Europa più rapida nelle scelte e più consapevole della propria forza economica. «L’Europa è un condominio a 27 — ha osservato — e chi frequenta normalmente i condomini conosce bene la complessità del prendere decisioni. Tuttavia bisogna arrivare a decisioni anche quando non si è tutti d’accordo, utilizzando l’istituto giuridico esistente della cooperazione rafforzata, lo stesso che ha dato vita all’euro».

Proprio sull’euro Patuelli ha insistito con particolare chiarezza, ricordando che senza quello strumento l’Italia avrebbe affrontato le recenti tensioni internazionali in condizioni molto più fragili. «Se si fosse aspettato il consenso di tutti gli Stati dell’Unione Europea per dar vita all’euro, la moneta unica non ci sarebbe nemmeno oggi. Ma per fortuna invece c’è, perché se avessimo affrontato la crisi petrolifera ed energetica in atto con la vecchia lira italiana, avremmo avuto tassi multipli rispetto a quelli che abbiamo».

Il presidente dell’ABI ha quindi collegato il quadro europeo alla situazione italiana, sottolineando il ruolo del Paese all’interno dell’Unione e il contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. «L’Italia è un fattore dell’Unione Europea e, con l’aiuto del PNRR in atto, si vede una ripresa economica anche nel Mezzogiorno. Le regioni del Sud stanno dando un contributo decisivo alla resilienza economica e alla ripresa strutturale dell’economia».

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