Analisi tecnica: a Udine partita di resistenza fisica giocata da una Fiorentina poco corale

Immagine concessa da violachannel.tv
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Finita 1-1 la sfida contro l'Udinese alla Dacia Arena


Udinese che applica la semplice regola del contropiede, utilizzando due punte rapide e inserendo i centrocampisti per aprire una difesa viola poco serrata e priva dell’appoggio della mediana.

Ancora una volta Pioli non ha risolto il problema del centrocampo che attanaglia la Fiorentina fin dai primi passi di questa stagione. Infatti Nicola ha sfruttato appieno questo deficit, verticalizzando con una certa costanza. Così è riuscito, finché l’atletismo dei suoi giocatori ha tenuto, a mettere in seria difficoltà la linea arretrata viola che oggi, come d’altronde tutti gli undici gigliati, ha tentennato.

Oltre ai meriti o demeriti dell’allenatore friulano ci sarebbe anche da evidenziare bene un ulteriore problema che, durante il campionato più che in coppa, sembra perseguitare i viola e viene scaturito proprio dallo stile che fa vincere alla Fiorentina 7-1 contro la Roma, ma pareggiare 1-1 col Frosinone.

Pioli, può piacere o no, ha delle buone idee ed effettua dei buoni lavori a livello tattico pre-match, intendiamolo, però appena vede messa in discussione ogni sua tesi non trova scappatoie e rimane sui suoi princìpi, seppur sbagliati, perché non adatti al presente andazzo della partita. Questi princìpi sono riconducibili ad un modo di dire calcistico, diciamo, “giocare sull’avversario”. Ciò non dà, contrariamente, una reale efficacia, visto e stravisto che la Fiorentina non propone gioco. Invece designa buone trame scaturite dalle iniziative personali dei singoli e concluse attraverso la loro esplosività.

Quindi, non si potrà mai dire che la Fiorentina abbia giocato, ma che, all’opposto, abbia fatto giocare. Ecco spiegato il dilemma principale incontrato a Udine. Poi se aggiungiamo pure una cattiva gestione dei palloni che Gerson, Fernandes e Veretout attuavano e gli sommiamo il terzetto d’attacco assenteista che non operava fase difensiva, avremmo un quadro generale su cui si specchia tranquillamente l’andamento globale del match.

Insomma, la Fiorentina ha incontrato una squadra chiusa che aspettava i suoi classici errori e ripartiva per le praterie lasciate da una rosa con troppi calciatori sopra la linea della palla e, soprattutto, senza un effettivo gioco corale. Dopo di che, se basiamo la nostra valutazione sul finale di gara, potremmo appurare che Pioli e i ragazzi viola abbiano vissuto chiaramente il calo fisico dell’Udinese.

Adesso spazio alla prossima partita, nella quale i gigliati fronteggeranno il Napoli e potrebbero applicare del tutto la loro strategia essenziale di gioco.

Manuel Cordero