Agroalimentare: l’olio toscano EVO diventa prodotto protetto in Giappone

L'accordo commerciale con la UE celebra il secondo anniversario rafforzando ulteriormente i legami


Il 1 ° febbraio segna il secondo anniversario dell'accordo di Partenariato economico UE-Giappone. Il comitato misto istituito ai sensi dell'accordo, co-presieduto dal vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis e dal ministro degli affari esteri giapponese Toshimitsu Motegi, celebra questo anniversario concordando importanti miglioramenti all'accordo. Ogni parte vedrà 28 ulteriori indicazioni geografiche protette e il commercio di vino e veicoli tra le due parti diventerà ancora più semplice di prima.

Il commissario per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski ha dichiarato: “Questo accordo è un ottimo esempio di commercio a vantaggio di entrambe le parti grazie alla fiducia reciproca e alla stretta cooperazione, in particolare per il settore agroalimentare. Ringrazio il Giappone per un dialogo sempre costruttivo e fruttuoso. Questo accordo è molto positivo per gli agricoltori giapponesi ed europei e continuerà ad esserlo. Dopo soli due anni dall'entrata in vigore dell'accordo, 28 indicazioni geografiche in più su entrambe le parti sono ora protette nei nostri rispettivi mercati. Questi prodotti hanno un reale valore aggiunto, riflettendo autenticità e qualità, mentre premiano ulteriormente i nostri agricoltori. Inoltre, grazie alla recente autorizzazione giapponese per le pratiche vinicole, i nostri produttori di vino europei potranno ora beneficiare di maggiori opportunità di esportazione. Ricorda: il buon cibo è un buon affare!".

Novità per la Toscana nell’ambito dell’accordo di partenariato economico tra l’Unione Europea e il Giappone. L’olio extravergine d’oliva Toscano IGP è entrato nell’elenco dei nuovi 28 prodotti agricoli europei di qualità protetti in Giappone, le cosiddette indicazioni geografiche. L’accordo di partenariato economico infatti, tra le altre cose, prevede l'aggiornamento dell'elenco delle produzioni tutelate, ugual numero di prodotti protetti in Giappone e altrettanti giapponesi protetti in Europa.

Oltre all’elenco di prodotti IG, l’accordo, entrato in vigore il 1 febbraio del 2019, prevede semplificazioni di regolamentazioni, scambi di persone e servizi, armonizzazione di standard di sicurezza tra Europa e Giappone, ma soprattutto l’abbattimento di gran parte del miliardo di euro di dazi doganali pagati ogni anno dalle aziende europee che esportano in Giappone.

“L’inserimento del nostro olio Evo tra i prodotti protetti in Giappone rappresenta un traguardo che ci inorgoglisce e fornisce un’ulteriore grande opportunità a uno dei nostri prodotti d’eccellenza, la nostra IGP più grande con quasi 9.000 produttori – ha detto la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi – Grazie alle sue diverse proprietà salutistiche, aspetto molto apprezzato e tenuto in alta considerazione dal popolo giapponese, sono sicura che l'olio Evo Toscano IGP avrà grande successo anche da loro. Non solo, l'apertura in Giappone paese leader nell’est asiatico, significa conseguente possibile apertura e affermazione, se accompagnata dalla dovuta promozione, in tutto il Sud est asiatico. Prospettiva che saluto in maniera molto positiva e nella quale scorgo grandi potenzialità per i nostri produttori”.

"L'Europa si dimostra di nuovo matrigna nei confronti del made in Italy. Non è una notizia perché lo sapevamo già e più volte lo abbiamo denunciato, ma vale la pena sottolineare l'ultima pensata che rischia di trasformarsi nell'ultimo colpo alla nostra economia e, in particolare, ad uno dei settori italiani per eccellenza: quello del vino. Un settore in cui la Toscana è regina e per questo dobbiamo assolutamente combattere una politica senza senso che ci è nemica senza motivo".

Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Patrizio La Pietra, dopo che l'Unione Europea ha espresso l'intenzione di voler fare la guerra a quegli alimenti associati al rischio tumore, carne, salumi e vini. Il piano allo studio prevede da una parte di cancellare i fondi destinati alla promozione di carne e salumi, dall'altra introducendo per i vini etichette simili a quelle già in uso per il tabacco.

"La ripercussione di tali iniziative - sottolinea La Pietra - riguarda l'Italia in generale e, scendendo nel particolare, moltissime regioni tra le quali la Toscana. Non dimentichiamo che stiamo parlando di un pezzo fondamentale per la nostra economia dal momento che siamo uno dei principali produttori di vino a livello mondiale, oltre che simbolo delle carni e dei salumi di qualità. Riteniamo le intenzioni dell'Unione europea né più né meno un attacco gratuito all'italianità. Trovare su una bottiglia di vino un'etichetta che fa riferimento a potenziali rischi di tumore è una follia che non possiamo accettare e che dovrebbe indignare tutti".

"La difesa del benessere dei cittadini, se davvero questo interessa all'Europa - conclude La Pietra - non può certo passare da provvedimenti denigratori come questi, che uccidono in un colpo solo la nostra cultura enogastronomica, le nostre produzioni apprezzate in tutte il mondo, migliaia di posti di lavoro e un fatturato che si regge su investimenti che guardano solo ed esclusivamente alla qualità".

Redazione Nove da Firenze