Ad Estra Energie un altro 51% di Gas Marca s.r.l.

Il Gruppo Estra prosegue nel percorso di espansione sul territorio, affermandosi quale utility energetica di riferimento delle Marche. Via libera dal consiglio comunale di Empoli alla vendita delle quote Toscana Energia di Publiservizi


Estra Energie ha finalizzato l’acquisizione da Atac Civitanova S.p.A. del 51% di Gas Marca s.r.l., società operante nel settore della vendita di gas ed energia elettrica con sede a Civitanova Marche, salendo così al 100% del capitale sociale. Il corrispettivo della cessione è pari a circa 6,7 milioni di euro. Nel gennaio 2017 Estra Energie aveva concluso l’acquisizione mediante gara pubblica del 49% del capitale di Gas Marca, per un corrispettivo di circa 5,75 milioni di euro, siglando inoltre con Atac Civitanova S.p.A. un accordo per la cessione del restante 51% entro i successivi 5 anni con facoltà, da parte del venditore, di anticipare tale scadenza. Gas Marca ha un portafoglio di circa 16.000 clienti localizzati nelle province di Macerata e Fermo e, attraverso l’operazione, svilupperà il suo percorso di crescita e consolidamento integrandosi all’interno di uno dei gruppi leader nel settore energia. 

“Con il completamento di questa acquisizione, Estra porta avanti il suo percorso di crescita consolidando il proprio ruolo di utility energetica di riferimento del Centro Italia.” - ha affermato Francesco Macrì, Presidente di Estra - L’operazione conferma inoltre la vicinanza alle amministrazioni comunali e l’attenzione del nostro Gruppo nei confronti di realtà, come Gas Marca, attente alle proprie origini che mantengono un legame solido con i territori di appartenenza. Non è un caso che soci indiretti di Estra siano 143 Comuni delle province di Ancona, Arezzo, Firenze, Grosseto, Macerata, Pistoia, Prato e Siena.”

E' dei giorni scorsi il voto favorevole del Consiglio comunale di Empoli alla vendita di una parte della partecipazione detenuta da Publiservizi in Toscana Energia.

"Un'opportunità che viene colta dal nostro territorio- spiega il capogruppo Pd Jacopo Mazzantini- Il decreto Madia ha dato la possibilità agli enti locali di decidere quali partecipazioni dismettere perché non strategiche e alcuni soci pubblici di Toscana Energia hanno già da anni manifestato la volontà di cedere le proprie partecipazioni in Toscana Energia. Tutto ciò condurrebbe il socio privato Italgas ad acquisire la maggioranza di Toscana Energia quasi per inerzia, aspettando la dismissione di quote, anno dopo anno da parte di tali Enti locali. Qui- osserva Mazzantini- si inserisce l'opportunità da cogliere ed è costituita dalla vendita delle quote a Italgas e di trarne i relativi e plurimi benefici: innanzitutto, abbattere il debito che grava su Publiservizi e liberarla da questo carico che ogni anno incide anche sulla entità dei dividendi che arrivano ai Comuni, per poi poter investire le maggiori risorse che i Comuni conseguirebbero; inoltre, la maggioranza in capo a Italgas permetterebbe di valorizzare i margini di crescita che ancora esistono per Toscana Energia e la possibilità di gareggiare in tutti quegli ambiti regionali che ancora Toscana Energia non gestisce, grazie alla possibilità per Italgas di ottenere dalle banche tassi di interesse ben più bassi, rispetto a quelli che riesce ad ottenere Toscana Energia oggi; infine, la maggioranza di Italgas comporterà la liberazione di riserve accumulate ogni anno da Toscana Energia per circa complessivi 70 milioni di euro accantonati per partecipare alle gare che, per Publiservizi, equivalgono a oltre 6 milioni di euro, che potranno essere investite nei Comuni soci di Publiservizi- evidenzia il capogruppo, che rispetto a chi si oppone alla maggioranza che acquisirebbe il privato replica: "1°) già oggi, per statuto, la gestione di Toscana Energia è in capo a Italgas (che, sempre per statuto, esprime l'amministratore delegato), mentre la parte pubblica opera un controllo sulla gestione; 2°) dobbiamo tenere di conto che Toscana Energia è una società che non gestisce il servizio (a differenza di Acque o di Alia), ma è più una sorta di società immobiliare che gestisce i tubi e che dà in affitto la gestione del gas a terzi; 3°) la distribuzione del gas è un settore regolato, in cui i guadagni sono fissati da un'Autorità statale e gli investimenti dagli Enti Locali e per legge chi gestisce le reti è scelto con gara e il personale impiegato nelle aziende deve essere assunto dalle società che vincono le gare ai medesimi livelli e mansioni; 4°) il socio di riferimento di Italgas e che ne esercita il controllo è la Cassa Depositi e Prestiti, ossia lo Stato; 5°) infine, la modifica dello statuto proposta persegue il fine di garantire l'influenza del pubblico, prevedendo che i dividendi siano distribuiti con gli stessi criteri attuali, che i ricavi, in relazione a scelte strategiche su gare, siano definiti a maggioranza qualificata (ossia con l'assenso degli Enti Locali), che la governance pubblica sia equivalente a quella di oggi (Presidente e Vice di nomina Pubblica), che le scelte sui costi siano deliberate a maggioranza qualificata (dunque con l'assenso degli Enti locali) e che i diritti dei lavoratori, al di là delle garanzie di legge, siano confermati". "In sostanza- conclude Mazzantini-viene mantenuto il controllo pubblico su tutte le scelte strategiche, visto che dovranno essere prese a maggioranza qualificata e, quindi, con l'assenso necessario degli Enti Locali, che avranno conseguentemente un potere di veto".

Redazione Nove da Firenze