​Abbigliamento a Firenze: piccoli negozi, artigiani e case private

Vestirsi è un must, lo è a prescindere dalle tendenze e dalle indicazioni degli esperti. Il nudismo non è ammesso (almeno per ora)


Vogliamo capire quali occasioni esistano per venditori e compratori in una città come Firenze che davanti all'opportunità di accogliere una manifestazione come Pitti si è sentita definire "Città della Moda" assieme a Milano.

Il presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi ha recentemente dichiarato "Ogni giorno spariscono dalla nostra vista 9 negozi che siamo soliti vedere nelle nostre città. Un dato spesso oscurato dalle cifre che girano nelle cosiddette high street italiane, una volta ad appannaggio di qualificati negozi multibrand ed oggi sempre più oggetto del desiderio e di vetrina di catene e monomarca" vincono dunque i franchising low cost.

I piccoli negozi combattono la concorrenza dei grandi marchi e lamentano alti costi di gestione, al netto delle cantierizzazioni cittadine e della Tari, decidere di allestire una vetrina è un investimento economico considerevole, a partire dall'insegna. Vi siete accorti che sono cambiate? Molto spesso al neon si preferiscono le decalcomanie.

A Firenze le vie dello shopping registrano canoni annui dai 600 ai 3.800 Euro al metro quadrato. Il mercato immobiliare degli affitti commerciali non aiuta, anche i locali fuori dalle zone definite "di passaggio" hanno alti canoni.
L'uso dei Temporary Store è una nuova possibilità che molti hanno sfruttato, in alcuni casi l'occupazione temporanea si è poi trasformata in un vero e proprio contratto di affitto 6+6. Ma perché facciamo i conti in tasca ai proprietari? Perché i costi ricadono sul prodotto finale.

Quanto si vende e chi compra? Federazione Moda Italia ha presentato l'ultimo Fashion & High Street Report nel 2015 in collaborazione con World Capital Group. Per quanto riguarda gli acquisti il settore moda registra nel 2014 un calo di quasi il 2% rispetto al 2013, con abbigliamento, calzature, pelletteria ed accessori che rappresentano il 76% dei settori di business che attirano turisti stranieri di ogni nazionalità. I cinesi (25%) superano i russi (24%) negli acquisti. I dati sui consumi nel settore moda sono stati monitorati su un universo rappresentativo di imprese, grazie ai dati dell'Osservatorio Acquisti CartaSi sugli acquisti effettuati dagli italiani con carte di credito nei negozi di moda ed ai dati di Global Blue sugli acquisti tax free effettuati dagli stranieri extra UE. Dati alla mano: "Solo gli accessori moda hanno avuto un incremento del 10,9% rispetto al 2013. Segno più anche per gli articoli sportivi (+1,9%). Stabili gli acquisti di calzature (0,0%), mentre è in calo l'abbigliamento (-1,9%). Molto in sofferenza le spese per pelletterie/valigerie (-14,7%) e pellicce (-15,3%)".

TripAdvisor dedica una apposita sezione allo shopping fiorentino e tra i Certificati di Eccellenza troviamo ai primi posti le giacche in pelle seguite dai guanti per i quali Madova, piccolo negozio di via Guicciardini sembra essere il top per fiorentini e turisti. Le calzature preferite sono invece quelle di Leonardo Shoes in via de' Cerchi. Casini Firenze by Jennifer Tattanelli in Piazza Pitti è invece la boutique più amata dalle donne "Attratta da un articolo in vetrina, all'interno si è aperto un mondo... Avrei acquistato mille cose se avessi potuto, e questo grazie anche alla cortese professionalità e simpatia della persona che mi ha consigliata, la signorina Rovena" è una delle recensioni lasciate sul portale. L'Olimpo delle cravatte è in Borgo dei Greci da Massimo Ravinale "Questo negozio è un omaggio alla qualità del made in Italy. Bellissimi i prodotti in seta, sciarpe dai disegni artistici e originali e cravatte di gran classe. Molto gentile e carino il personale" commenta Francesco di Prato, ma anche clienti arrivati da Miami e Boston confermano.

Vintage e Riuso hanno segnato l'ultimo periodo lasciando ad intendere che la crisi è stata in parte metabolizzata dalla clientela che, cavalcando l'onda del ricordo, ha messo mano a capi di buona fattura degli anni '50, '60 e '70 usati ed a prezzo contenuto. Una volta esaurito il filone d'oro degli anni '80 si dovrà pensare ad altro e già c'è chi ha aperto la strada alla reinterpretazione. La moda del futuro è basata su nuovi tessuti, anche in materiali naturali o riciclati, e vecchi cartamodelli tratti dalle riviste ingiallite della nonna e della mamma.

Swap Party. Metti un bel loft in centro a Firenze, relle e banchini di abiti prelevati da sovrabbondanti armadi, nonne e zie comprese, accessori d’antiquariato e artigianali, un nutrito numero di persone interessate al vintage e al riciclo creativo, qualche aperitivo e il party è servito.
L’iniziativa è partita da un’idea di Marco Lenzi che ha fondato Pimp My Vintage e che così ce lo descrive: “Tutto è cominciato a Firenze, ufficialmente 2 anni fa anche se è un progetto che viene da lontano. I concetti alla base sono quelli dei pop up store, della sharing economy e, non ultimo, quello del salotto. Salotti privati che si trasformano e si aprono ad un pubblico più ampio pur mantenendo il senso di intimitá e di accoglienza. Non solo salotti ovviamente. Spazi inusuali in ogni caso che si trasformano all'occasione per accogliere eventi temporanei che partono dal vintage per aprirsi all'arte, all'incontro, alla scoperta di nuovi spazi alla condivisione di momenti”. I singoli eventi hanno riscosso un tale successo che dalle prime edizioni ad oggi si sono moltiplicate le collaborazioni con associazioni, artisti e designer. Una dozzina di eventi in due anni, circa uno al mese. Tantissime persone diverse ogni volta, dagli stranieri, già avvezzi all'idea di un pop up market ai fiorentini, curiosi di scoprire nuovi spazi e modalità diverse.

Cosa è stato fatto a livello istituzionale per incrementare il settore Moda, non disperdere la creatività e favorire l'apertura di negozi artigianali? Nel 2015 la Giunta Regionale, su proposta dell'assessore Emmanuele Bobbio, approva un piano da 4 milioni di euro, 200 mila a disposizione di artigiani del tessile, abbigliamento, calzature e pelli con l'intenzione di dar vita a "botteghe-scuola". Per i giovani fra i 18 e i 29 anni che non hanno alcun contratto di lavoro né frequentano corsi regolari di studio o di formazione e che hanno aderito a Garanzia Giovani. Singoli artigiani ottengono un contributo per "prendere a bottega" qualche giovane attraverso un voucher, 4 mila euro per studente. Questo il futuro, la bottega artigiana dell'abbigliamento?


Con la collaborazione di: Filomena D'Amico

Antonio Lenoci