Grandi Opere e monitoraggi

L’11 dicembre convegno a Firenze di Ambiente Sc. 2010-2020: la sfida del prossimo decennio per modernizzare la Toscana. La valutazione degli impatti al centro della progettazione e realizzazione delle infrastrutture civili


AMBIENTE — firenze_ Bretella autostradale, alta velocità, nuova autostrada tirrenica, nuova stazione ferroviaria a Firenze, tranvia: sono solo alcune delle grandi opere attorno alle quali ruota il tema della modernizzazione e del rilancio della Toscana. Opere che non possono prescindere da una valutazione degli impatti ambientali che comportano. Si parlerà di questo al convegno dal titolo “Grandi opere e impatti ambientali: Toscana 2010-2020”, promosso da ambiente sc, società toscana leader nel settore delle consulenze ambientali, e in programma il prossimo 11 dicembre a Firenze, all’hotel Baglioni (ore 9.30-13). Di valutazione degli impatti ambientali nella progettazione e realizzazione delle grandi infrastrutture civile della nostra regione parleranno tecnici ed esperti. Fra questi Franco Rocchi, direttore generale di ambiente, Fabio Zita, responsabile settore valutazione impatto ambientale della Regione Toscana, Giovanni Magarò, di Anas Strade, Stefano Rossi, responsabile del settore grandi infrastrutture di Arpat, Paolo Capelli, Ad di Coestra spa, Claudio Lamberti, tecnico esperto del settore, e Stefano Varia, presidente di Ance Toscana.
La realizzazione di grandi infrastrutture genera importanti pressioni territoriali, con rilevanti impatti sociali ed ambientali sia in fase di realizzazione che di esercizio. Ai sensi della normativa vigente risulta indispensabile riuscire a prevedere, fin dalle prime fasi progettuali, tutti i potenziali fattori di interferenza con l'ambiente e la popolazione, così da definire e quantificare l'impatto, e se negativo contenerlo, che l'opera genererà sul territorio. Lo Studio di Impatto Ambientale si prefigge proprio tali obiettivi, ma spesso si scontra con difficoltà tecniche tali da rendere assai complessa l'individuazione e la quantificazione degli impatti, rendendo necessario elaborare Piani Ambientali di Cantierizzazione, per la valutazione ambientale di dettaglio della fase costruttiva vera e propria, e Piani di Monitoraggio Ambientale che rappresentano lo strumento di verifica, misura e trasparenza con il quale il costruttore si interfaccia con gli Enti competenti al controllo, tutela e salvaguardia dell'ambiente. Strumenti che definiscono un vero e proprio Sistema di Gestione Ambientale, in grado di garantire l'impresa e gli Enti, tutelare e salvaguardare l'ambiente, e anche di instaurare un clima di collaborazione e fiducia attorno alla realizzazione di un’opera pubblica, tale da assicurarne anche tempi certi per il completamento delle grandi opere infrastrutturali.

Redazione Nove da Firenze