Cna Firenze estende la propria rappresentanza al Commercio con una nuova sezione

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 novembre 2007 14:33
Cna Firenze estende la propria rappresentanza al Commercio con una nuova sezione

Sarà denominata CNA.com, appositamente dedicata alle aziende del settore.
L’idea di estendere la propria rappresentanza a questa realtà imprenditoriale deriva dalla constatazione che, storicamente, il commercio nel nostro paese è sempre stato visto come un settore dell’economia nel quale, ad eccezione delle catene commerciali, non operano a pieno titolo imprenditori, cioè soggetti capaci di assumersi il rischio d’impresa e di accettare la concorrenza del mercato. Da questa mancanza di riconoscimento di dignità imprenditoriale, sono derivati gli eccessi di discrezionalità della Pubblica Amministrazione, attraverso politiche di assistenza più che di sviluppo, oppure attraverso normative, come quelle fiscali o igienico-sanitarie, fortemente viziate di assenza di trasparenza e di certezza del diritto.

“I dati dell’Osservatorio sul Commercio della Regione Toscana – ha spiegato Massimo Manetti, presidente di CNA.com questa mattina nell’ambito dell’incontro dal titolo “Artigianato e Commercio” - nell’ultima rilevazione dello scorso anno, dimostrano infatti che gli oltre venti anni di programmazione commerciale non hanno prodotto gli effetti sperati, ma anzi, hanno avuto come risultato finale la colonizzazione del mercato da parte della grande distribuzione da un lato e, dall’altro, imprese del commercio deboli, sottocapitalizzate, indebitate, ossessionate dai costi per servizi e per affitti, monolocalizzate e con dimensioni aziendali minuscole, sia in termini di addetti che di superficie di vendita”.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti come denunciano, proprio oggi, gli organi di stampa.
L’altra grande assenza nel mondo del commercio è legata alle mancanza di scelte politiche e di decisioni normative tese a porre al centro di questo settore l’impresa. Purtroppo, il problema non appartiene solo al passato ma fa parte del presente: la parola “impresa” è citata soltanto una volta nelle 44 pagine e nei 113 articoli del nuovo Codice del Commercio della Regione Toscana. Ciò nonostante, CNA Firenze ritiene che il Codice si muova in direzione del rafforzamento della libertà d’impresa, e che spetti alle associazioni di rappresentanza, vigilare affinché non si affermino interpretazioni e applicazioni delle norme regionali lesive degli interessi delle imprese che rappresentiamo.

“Anche se la nostra presenza nel mondo del commercio è recente – continua Manetti - ci siamo subito mossi su questa linea, soprattutto in sede di concertazione con i Comuni sui settori del commercio su area pubblica, sul problema dei requisiti degli esercizi di somministrazione e ristorazione e nei rapporti con le ASL per la corretta applicazione della semplificazione delle procedure in materia igienico-sanitaria derivante dalle recenti direttive dell’Unione Europea”.
A frenare lo sviluppo del commercio concorre anche l’inadeguata programmazione urbanistica da parte dei Comuni: opere infrastrutturali idonee, come parcheggi e sistemi di mobilità più snelli, potrebbero senza dubbio avvantaggiare l’intero settore.

Il sistema dei parcheggi scambiatori, di corrispondenza e servizio sono in gran parte esistenti: Alcuni di questi però sono utilizzati solo in parte mentre altri risultano appena sufficienti. In generale hanno tariffe orarie decisamente elevate e molti non sono collegati con i mezzi di trasporto pubblico e non prevedono interconnessioni con piste ciclabili. “Gli obiettivi del Piano Strutturale – ha commentato Marco Jaff, professore della Facoltà di Architettura di Firenze – ma tra questi manca un ruolo specifico per Artigianato e Commercio.

Il rischio è che Firenze si trasformi in una semplice vetrina di ciò che è stato mentre è necessario che questo settore così importante per la sua economia e per l’immagine nel mondo, abbia maggiore risalto. Ai tredici obiettivi contenuti nel Piano Strategico sarebbe auspicabile che ne aggiungessero altri due: fare di Firenze la città delle produzioni di eccellenza e rendere la nostra città capitale del restauro”. Opinione questa condivisa anche da Andrea Fedeli, Presidente Nazionale Unione Artistico di CNA.

Fra le innovazioni che CNA può portare al commercio, vi è soprattutto quella di poter costruire vere politiche di filiera fra produttori e distributori delle merci, in particolare nel settore alimentare, recentemente messo sotto accusa a proposito del rincaro dei prezzi.
Si tratta di un settore che, per la delicatezza del prodotto trattato, richiama immediatamente il tema della tutela del consumatore, e nel quale deve essere affermata l’idea che la migliore salvaguardia possibile del consumatore dipende dalla capacità di strutturare al meglio l’impresa.

Di tutto il commercio, è il comparto che ha subito maggiormente la concorrenza della grande distribuzione, con un alto numero di chiusure di esercizi. E’ anche il settore dove si verificano alcuni cambiamenti importanti nel rapporto con la Pubblica Amministrazione, anche a seguito del superamento delle procedure amministrative per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie come introdotto dalla Direttiva 852 dell’Unione Europea. E’ un settore nel quale le differenze fra attività di commercio e attività di somministrazione e ristorazione sono sempre più legate alla libera scelta dell’impresa, più che a stringenti differenze amministrative.

E’ un settore dove le politiche di filiera e la strutturazione delle impresa sono dunque interventi che possono avere un reale sviluppo.

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