Assistenza sanitaria ai cittadini neo comunitari e ad altre comunità

Redazione Nove da Firenze
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16 ottobre 2007 19:15
Assistenza sanitaria ai cittadini neo comunitari e ad altre comunità

Firenze, 16 Ottobre 2007- Assicurata ai cittadini neo comunitari (Bulgaria e Romania) l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario regionale con il rilascio di un tesserino identificativo della durata di un anno. Le Aziende sanitarie sono inoltre impegnate ad adottare, a risorse invariate, specifici progetti per Rom, Sinti ed altre comunità per l’accesso alla medicina di base e pediatrica. L’onere aggiuntivo dovrà essere riassorbito dai bilanci delle Aziende sanitarie attraverso razionalizzazioni della spesa corrente.
«Il buonismo della sinistra toscana fa da anticamera alla delinquenza.

E’ ora di dire basta». Non si risparmia, la Consigliera regionale di Alleanza Nazionale Giuliana Baudone, nel commentare il sistema di aiuti annunciato dalla giunta regionale alla comunità Rom, aiuti volti a scongiurare il ripetersi di tragedie come quella del rogo di Livorno dell’agosto scorso. «Ci volevano i fatti di Livorno – attacca Baudone – per mostrare uno dei volti più drammatici della Toscana, ovvero quello di una invasione rom già in atto la quale mina alle radici la sicurezza dei toscani, soprattutto anziani, che spesso in certe zone rinunciano persino ad uscire di casa per il timore di subire atti criminali da parte di questi gruppi di rom».

Una percezione di insicurezza, afferma Baudone, dimostrata anche dall’afflusso record alla manifestazione indetta da An a Roma sabato scorso, uno dei cui temi era proprio quello della voglia di sicurezza nelle città: «Noi di Alleanza Nazionale – spiega Baudone – siamo disponibili ad assicurare aiuto e sostegno a chi viene in Italia, purché però abbia un lavoro. Come avviene del resto negli altri paesi europei. Non possiamo accettare, però, di investire risorse in aiuto di persone la cui condotta li rende indesiderabili persino nella loro Romania, mentre contemporaneamente i nostri anziani non arrivano alla fine del mese e i nostri giovani non hanno lavoro».

«Questo – prosegue l’esponente di An – è un buonismo adatto solo a far da anticamera alla delinquenza e a creare nei cittadini sacche di ansia sociale per via del degrado dilagante e dell’assenza di sicurezza».

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