Wi-max, tecnologia che cambia la società? Il caso Arezzo

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 dicembre 2005 12:20
Wi-max, tecnologia che cambia la società? Il caso Arezzo

Finalmente al via in Italia la sperimentazione in un conteso urbano del wi-max (Worldwide Interoperability for Microwave Access) l'evoluzione wireless che permette la connessione alla rete a banda larga senza alcun bisogno di fili e con una copertura estesa. Mobilità, servizi multimediali ad alto valore aggiunto, videocomunicazione, sicurezza e totale libertà: queste le aspettative che la Città di Arezzo, scelta come esperienza pilota, ripone nei confronti di questa nuova tecnologia. Ma cos'è il wi-max, perché se ne parla così tanto, e quali saranno i vantaggi concreti?
Il WiMAX non è una versione aggiornata di tecnologie già esistenti, ma è un sistema del tutto nuovo, più flessibile e meno costoso per portare la larga banda a cittadini, imprese ed uffici pubblici.

I maggiori vantaggi derivano dal fatto che, senza bisogno di scavi e lavori per la posa dei cavi, questo tipo di apparecchiature sono in grado di portare la larga banda in aree geograficamente isolate o in contesti urbani o ambientali protetti da vincoli storico paesaggistici dove, cioè, è tecnicamente difficile o economicamente sconveniente arrivare con DSL. La tecnologia wi-max, inoltre, ha un elevato livello di performance e costi contenuti che la rendono un'ottima alternativa anche sul terreno "dell'ultimo miglio" per tutti quegli operatori che non dispongono di infrastrutture proprie.

Bisogna infine sottolineare che in condizioni di stabilità, in casa o in ufficio, il wi-max è solo un'alternativa alla fibra, mentre fuori casa diviene praticamente l'unica possibilità di connessione con picchi fino a 21 Mb/s e celle di copertura che possono raggiungere i 14 km (molto più ampie rispetto a qualsiasi altra tecnologia mobile). Per questo motivo le aspettative verso questo tipo di tecnologia sono così elevate, perché viene individuata come la strada che si percorrerà tra qualche anno, innescando sostanziali trasformazioni nel mondo del lavoro e nella vita privata di tutti noi.
La sperimentazione ad Arezzo
Grazie all'intervento della Fondazione Ugo Bordoni, che è l'ente coordinatore del progetto, e del Ministero delle Comunicazioni, il Ministero della Difesa ha dato il via libera all'uso della frequenza 3,5, quella su cui "viaggia" il wi-max e che nel nostro paese è ancora sotto il controllo dell'esercito, considerando il territorio aretino non più strategicamente rilevante da un punto di vista militare.

La sperimentazione, come tutte quelle avviate dalla Fondazione Bordoni sono di tipo 'tecnico' nel senso che i soggetti titolari sono i costruttori, in questo caso la società Alcatel. Da parte sua il Comune, candidandosi per la sperimentazione, ha messo a disposizione i propri uffici. Al momento nella città di Arezzo sono collegate 5 sedi amministrative ed una postazione mobile della protezione civile. I collegamenti sono stati effettuati con un centro di raccordo, posizionato nel Palazzo Comunale, che connette a stella le 4 stazioni terminali situate nelle altre sedi sul territorio urbano e sul mezzo della protezione civile.

In ciascun sito le stazioni terminali forniscono una copertura diffusa wi-fi degli interni e vengono collegate esternamente con il centro stella tramite wi-max. Negli edifici connessi gli operatori hanno così a disposizione i nuovi strumenti di comunicazione IP connessi in modalità wireless, dai telefoni IP ai PC fino alle strumentazioni per la videosorveglianza o, addirittura, per la televisione su IP (IPTV).
Arezzo società dell'ubiquità
Un nuovo modo di concepire la rete, quindi, e soprattutto un nuovo modo di concepire il rapporto tra la rete e l'utente, non più vincolato da un luogo, una postazione, un cavo, ma totalmente libero.

Ubiquità, infatti, sembra essere la parola chiave in cui è racchiuso il futuro delle nuove tecnologie. Essere ovunque, in qualunque momento, senza muoversi, o magari spostandosi in più posti contemporaneamente, ed addirittura su più piani della realtà, quello fisico e quello digitale. Ma lasciando perdere per un attimo le divagazioni filosofiche proviamo a vedere come si inserisce il progetto di sperimentazione del wi-max all'interno del piano di sviluppo della città di Arezzo che per presntarsi alla cittadinanza ha scelto proprio lo slogan "Arezzo società dell'ubiquità".

"La nostra amministrazione - ci ha spiegato l'Assessore all'Innovazione Francesco Macrì - è tra le più avanzate per quanto riguarda l'informatizzazione ed in particolare lo sviluppo dei servizi pubblici. L'obbiettivo del programma Società dell'Ubiquità è quello di estendere geograficamente i vantaggi dell'e-Government e della Società dell'Informazione a qualunque luogo della città di Arezzo. Ciò grazie al wi-max che allargherà il collegamento a banda larga a tutta quella parte di popolazione che attualmente non si collega in maniera agevole alla rete.

Si passerà, così, dal collegarsi quando si ha bisogno all'essere sempre collegati". Con queste parole molto concrete, quindi, Macrì traccia perfettamente il percorso di sviluppo che l'amministrazione comunale ha scelto di intraprendere, percorso che porterà sicuramente una rivoluzione culturale nel modo di concepire la città e, soprattutto, i servizi pubblici.
Gli ambiti di applicazione
I principali ambiti che verranno coinvolti dal progetto "Arezzo società dell'Ubiquità" saranno: Informazione: gli utenti potranno essere informati in base alle proprie specifiche esigenze, al verificarsi di eventi per loro significativi, e nei modi e nei tempi per loro più idonei.

(news, mobilità, disponibilità risorse, eccetera.). Presenza virtuale: telelavoro, formazione, monitoraggio, telecontrollo, telesorveglianza, telemedicina sono applicazioni già oggi conosciute ed utilizzate, ma migliorabili dal fattore "ubiquità". Modellizzazione: La conoscenza del "modello sociale", tramite l'analisi della popolazione, offre all' amministratore la possibilità di ottimizzare il dimensionamento e le dinamiche dei pubblici servizi migliorandone la qualità ed abbattendo i costi. In questo contesto l'amministrazione ha scelto di fare di Arezzo un polo di sperimentazione non solo tecnologico, ma culturale attivando una serie di iniziative di comunicazione, partendo da convegni e giornate studio, in modo da riuscire ad attirare radunare una comunità di esperti e tecnici del settore che alimentino la discussione su questi temi, agevolando l'innovazione.
I vantaggi del wi-max.

Nuove opportunità di lavoro.
Migliore qualità della vita, riduzione degli spechi di tempo e denato per adempiere alle masioni amministrative e burocratiche. Aumento di produttività e di efficienza per imprese ed enti pubblici. Nuova percezione del servizio pubblico e della Pubblica Amministrazione in genere. Controllo di gestione ed ottimizzazione della spesa pubblica.
Le criticità del wi-max
Trattandosi di una nuova tecnologia, il problema più grande con cui gli operatori si trovano a dover fare i conti è quello degli standard.

Sulla standardizzazione, così come è avvenuto per il wi-fi, sta lavorando il wi-max forum l'organizzazione che promuove a livello mondiale questa tecnologia e alla quale hanno aderito a vario titolo oltre 270 aziende. Il risultato a cui si punta è quello di arrivare ad una tecnologia che riesca a gestire in maniera fluida il passaggio da un terminale wi-max attraverso tecnologie diverse. Altri punti da chiarire e su cui il dibattito è ancora apertissimo coinvolgono: la tutela della libertà dell'individuo; i nuovi esclusi; gli organismi di controllo; la tutela della privacy.

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