Agenzie regionali refugium per attribuire poltrone

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
15 giugno 2005 12:01
Agenzie regionali refugium per attribuire poltrone

Firenze, 15 Giugno 2005- Agenzie regionali: fuori due. Dopo l’Arsia, infatti, Alleanza Nazionale mira ora allo scioglimento dell’Apet (Agenzia di promozione economica della Toscana) con una nuova Proposta di Legge il cui primo firmatario è il Presidente di An in Consiglio regionale Maurizio Bianconi. D’altra parte, quello della liquidazione delle agenzie regionali era il primo punto nel programma di An intitolato «Più Toscana» per abbattere una quota consistente degli sprechi della Regione Toscana.

Così, An procede di gran carriera alla realizzazione delle promesse elettorali.
Istituita con Legge regionale n. 6 del 28 Giugno 2000, oggi secondo An l’Apet rappresenta «un pezzo di Regione fuori dall’efficace controllo consiliare, refugium per assegnazione di cariche e relativi emolumenti, elementi primari delle rete di controllo politico-burocratico ed economico che avvolge la regione e la ‘normalizza’ nel senso voluto dai ceti conservatori titolari dei poteri regionali, impedendo rinnovamento e sviluppo».

Insomma, spiega Bianconi, si tratta dell’ennesimo carrozzone succhia-risorse che porta al lievitamento delle spese regionali «senza reale controllo politico-istituzionale», espressione della simbiosi fra sistema politico rigido ed egemone e sistema della burocrazie che si autotutelano e si autoriproducono».
Anche in questo caso, nessun guaio si profila per i dipendenti regionali in carico all’Apet, dato che la Pdl di An prevede che vengano riassorbiti dall’amministrazione regionale, ma piuttosto lo smantellamento di una struttura che, stando agli ultimi dati disponibili ovvero quelli del 2003, investe un quarto del suo bilancio solo per automantenersi.

«I dati del bilancio 2003 – illustra Bianconi, documento alla mano – parlano chiaro. L’Apet ha a disposizione 12 milioni e 600 mila euro, e spende per il proprio funzionamento 3.082.506 euro: un quarto pari pari. E in che cosa vanno questi quattrini? A parte fax, telefono, gas, acqua, cancelleria, informativa e via elencando, 219.911 euro sono andati in fumo nel compenso per i collaboratori e 103.717 euro per i consulenti. Il direttore Ginanneschi, sempre nel 2003, ha percepito da solo un compenso quasi pari a quello di tutti i consulenti messi insieme, ovvero 102.763 euro, mentre per i sindaci revisori sono stati spesi 55.931 euro.

Ma il direttore, poi, non pago dei suoi 102mila e rotti euro, ha anche rimesso spese a piè di lista per le varie missioni di 34.306 euro. In un anno, praticamente, il solo direttore dell’Apet ci è costato 137.069 euro, oltre 270 milioni di vecchie lire».
Fin qui i costi di gestione. E i 9.386.876 euro investiti nell’azione promozionale? Come sono stati effettivamente spesi? Anche qui, gli ultimi dati disponibili sono quelli del bilancio 2003: seminari sull’origine delle merci e sui prodotti toscani e aretini negli Usa, missioni economico-istituzionali (nel 2003 hanno toccato Uruguay, Argentina, Cile, Brasile, Algeria, Messico, Cina, Repubblica Dominicana, Kazakhstan) e progetti di cooperazione internazionale.


Tornando all’oggi, concretamente questa nuova Pdl di An conta sei articoli e prevede l’abrogazione della Legge regionale n. 6 del 28 giugno 2000 che istituiva l’Apet (art.1) e dunque il suo scioglimento (art. 2), la nomina di un liquidatore (art. 3) e il processo di liquidazione (art. 4), la cessazione degli organi (art. 5) e il riassorbimento da parte della Regione di personale, struttura operativa e patrimonio (art.6).

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