Count Down per l’adeguamento delle imprese al Decreto Ministeriale n. 44 del 16 gennaio 2004


Recependo una direttiva comunitaria, esso disciplinerà le emissioni in atmosfera dei componenti organici volatili (COV) prodotti dall’uso di solventi in determinate attività anche artigianali. Tra di esse carrozzerie, verniciature di metalli e legno, galvaniche, calzature e grafica, ma solo di grandi dimensioni, ovvero in grado di superare il consumo di soglie limite di solvente espresse in tonnellate per anno.
Unica eccezione: lavanderie a secco e tintorie che dovranno obbligatoriamente adeguarsi al decreto poiché (inspiegabilmente) non è stata prevista alcuna soglia limite di esclusione dall’applicazione.
Entro il 12 marzo i pulitintori dovranno perciò inoltrare alla Provincia una richiesta di autorizzazione all’emissione in atmosfera dei solventi usati. Una procedura semplificata rispetto allo standard previsto dal decreto (relazioni tecniche e adozione di tecnologie anti inquinamento atmosferico) concesso alla categoria proprio in virtù dei bassissimi quantitativi di COV emessi.
“Un vero e proprio atto d’ufficio per tutte le lavanderie artigianali che, per le ridotte quantità di solventi usati, continueranno a lavorare con le modalità fin qui adottate non modificando in alcun modo i loro macchinari. Insomma, un ulteriore costo per i nostri artigiani che, alle classiche spese in bolli, dovranno aggiungere quelle per i tecnici cui si rivolgeranno per compilare in modo corretto la richiesta” dichiara Ovidio Montecchi, presidente di Confartigianato Imprese Firenze.
Accanto al danno si aggiunge però la beffa della mancanza di tempo visto che il modello per la richiesta dell’autorizzazione è stato messo a punta dalla Provincia non, come previsto, entro il 12 settembre 2004 ma solo il 4 febbraio 2005 (atto n. 319 della Direzione Tutela Ambientale). “Un ritardo che, per paradosso, penalizza proprio le aziende private dei 6 mesi che, per legge, sarebbero spettati loro per regolarizzarsi. Il nostro ufficio ambiente sta lavorando a pieno regime, ma difficilmente riuscirà a soddisfare le richieste di tutti gli artigiani che si sono rivolti agli sportelli. Chiediamo perciò un intervento immediato della Provincia per la proroga della presentazione delle richieste” conclude Montecchi.

Redazione Nove da Firenze