Al Goldoni di Livorno Zio Vanja di Cechov con Alessandro Haber


È Alessandro Haber il protagonista di Zio Vanja di Anton Cechov, lo spettacolo che lunedì 20 dicembre, ore 21 chiuderà la prima parte della Stagione al Teatro Goldoni di Livorno e permettecon Alessandro Haber rà al CEL Teatro di Livorno di ricordare il compositore russo nel centenario della morte. La regia della spettacolo è di Nanni Garella, che ha anche curato la nuova versione italiana insieme a Nina Tchechovskaja. Da anni Haber e Garella cullavano il progetto di questa messinscena, che si tratta di una tappa importante nella stagione di prosa del Teatro livornese, con scenografie, costumi e ben quattro quadri dello spettacolo che rappresentano quattro “pezzi” di vita nella campagna russa dell’ottocento di una famiglia di possidenti decaduti. Vanja, il protagonista esacerbato da una vita di fatica nell’ombra, ha il volto di Alessandro Haber, per la sesta volta protagonista di una produzione del Teatro Stabile di Bologna. Sostiene il ruolo dell’inquieta Elèna Manuela Mandracchia, una delle attrici più sensibili della scena italiana, che ha lavorato a lungo con Luca Ronconi e recentemente con Massimo Castri, già vincitrice di un Premio Ubu e di un Premio Olimpico. L’attore bolognese Umberto Bortolani, è Serebrjakòv, l’illustre intellettuale, marito di Elèna in seconde nozze, che si rivela nella sua mediocrità. Nanni Garella ha tenuto per sé il ruolo di Astrov, il brillante medico di famiglia afflitto da nichilismo. Anna Della Rosa è la laboriosa Sonja, figlia di primo letto del professore e nipote di Vanja. Completano il cast Maria Teresa Giudici la madre di Vanja, Rosario Lisma Teleghìn, un possidente impoverito, Mariarosa Iattoni la balia. Le luci sono di Gigi Saccomandi, le scene di Antonio Fiorentino e i costumi di Claudia Pernigotti.
Come figurine di un vecchio album di foto, si agitano piccoli e grandi proprietari in rovina, professionisti abbrutiti dalla fatica, contadini e operai schiavi della miseria. Personaggi afasici, antieroi, eventi “senza storia” che Cechov ebbe l’intuizione di portare in scena. «Cechov lo fa – spiega Garella – in modo apparentemente molto semplice: rappresenta "la vita com'é". Sgombra il campo dagli accadimenti eccezionali, libera i suoi personaggi dall'obbligo di seguire una trama e li posiziona al centro delle proprie vite così come sono: vite normali, che scorrono in scena nel tempo reale - d'orologio - in cui le vediamo».
Opera tra le più dure dell’autore russo, Zio Vanja offre l’immagine implacabile di una società, una volta opulenta, accerchiata dalla miseria del mondo, sinistramente simile a quella del nostro tempo.
I biglietti per ogni ordine di posto, con prezzi che variano da €15 a €25, sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Goldoni, da martedì a sabato - incluso lunedì giorno dello spettacolo - dalle ore 16 alle ore 19.
Info: C.E.L Teatro di Livorno, Tel. 0586 204290 e-mail: programmazione@celteatrolivorno.it

Redazione Nove da Firenze