Crescita moderata dell'occupazione a Pisa


Pisa, 26 ottobre 2004- Le imprese pisane prevedono di chiudere il 2004 con un incremento sull'occupazione di sole 438 unità pari al + 0,6%, determinato da un'entrata di 4.452 assunzioni meno un uscita di 4.014 unità. Aumentano sensibilmente le richieste di professioni specialistiche e tecniche, con una crescita di personale laureato o diplomato assunto nel 60% dei casi con contratti a tempo indeterminato, mentre è in diminuzione la domanda di lavoratori immigrati e si riduce la difficoltà di reperimento delle figure professionali necessarie.
Ancora una volta, nell'industria, è il settore delle costruzioni ad avere l'indice più alto di occupazione, mentre nei servizi spicca il saldo positivo degli studi professionali (+4,3%,).
E' questo il quadro che emerge dall'indagine Excelsior per la provincia pisana, che è stata integrata da uno studio voluto dalla Camera di Commercio di Pisa "che consente di analizzare - come ha spiegato il presidente Pierfrancesco Pacini - i vari fenomeni disaggregati nei 4 sistemi economici locali che identificano aree produttive omogenee".
1- Il sistema Economico locale Valdarno Inferiore con caratteristica prevalentemente industriale (circa il 26% in termini di unità locali e 52% degli occupati) con forte concentrazione specialistica nel settore conciario e della fabbricazione di prodotti in cuoio pelli e similari.
Infatti l'area, rappresentata dai Comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli Val d'Arno, San Miniato, Santa Croce sull'Arno e Santa Maria a Monte, copre quasi l'intero territorio del Distretto industriale "Pelli, cuoio, calzature di Santa Croce sull'Arno" che comprende anche i Comuni contermini di Bientina e Fucecchio. La concentrazione produttiva specialistica del comparto conciario è evidenziata dalla presenza di 1.532 unità locali che rappresentano il 66,9% del totale manifatturiero e l'86,9% del totale delle imprese conciarie provinciali.
2- Il sistema economico locale della Val d'Era, costituito dai Comuni di Bientina, Calcinaia, Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Lajatico, Lari, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, Terricciola e Vicopisano, manifesta un buon carattere industriale sia in termini di unità locali ( 34% circa) che in termini di addetti ( 41% circa) incentrato principalmente sulla produzione e l'indotto della Piaggio ma con buone performance anche nei settori costruzioni, conciario, tessile, abbigliamento e mobili. I principali settori non manifatturieri sia in termini assoluti che in termini di incidenza percentuale sul totale provinciale, sono il commercio e le costruzioni.
3-Il sistema locale Area Pisana (Buti, Fauglia, Lorenzana, Calci, Cascina, Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano). Le unità locali attive sono 16.368 pari al 40,3% del totale provinciale; di queste 1844 sono manifatturiere. Alla data del Censimento dell'Industria e dei Servizi 2001 gli addetti nei settori non manifatturieri risultavano 58.339 pari al 38,9% del totale provinciale e quelli dei settori manifatturieri 9.751 pari 21,9%.
4-Il sistema economico locale della Val di Cecina (quadrante interno) (Pomarance, Monteverdi Marittimo, Castelnuovo Val di Cecina, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella, Casale Marittimo, Castellina Marittima, Orciano Pisano, S. Luce, Volterra, Montecatini Val di Cecina).Il sistema imprenditoriale locale risulta composto da 3.891 unità locali (9,6% di tutta la provincia) di cui solo 357 manifatturiere. Alla pur modesta crescita occupazionale provinciale contribuiscono il Sel della Val di Cecina (+ 1,2%), quello dell'Area pisana (+ 1,0%) e in misura inferiore quello della Val d'Era (+0,4%); il Sel del Val d'Arno inferiore che quasi coincide con il distretto conciario di Santa Croce, per le note difficoltà legate anche alla drastica riduzione dell'export, registra un saldo occupazionale di segno negativo (-0,3%). Sarà comunque l'Area Pisana ad assorbire la percentuale maggiore delle Entrate previste realizzando, nelle previsioni, il 53,2% delle nuove assunzioni, seguita dall'area della Val d'Era con il 24,3%, dal Val d'Arno Inferiore con il 17,3% e dalla Val di Cecina con il 15%.

Redazione Nove da Firenze