Firenze si racconta: alla scoperta delle vere tradizioni fiorentine

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
25 giugno 2004 10:18
Firenze si racconta: alla scoperta delle vere tradizioni fiorentine

Il salto sul carro del vincitore
Da secoli il vero fiorentino, pur nel suo burbero bastiancontrarismo fine a se stesso, ama in realtà saltare a bordo del carretto guidato dal più potente e goderne i vantaggi momentanei e personali a scapito di progetti a lunga scadenza per il bene comune. Per un paio di secoli i veri fiorentini, abbagliati da feste, sfarzi e giuochi hanno permesso alla dinastia medicea di ridurre una città, un tempo all'avanguardia in arte, scienza e tecnologia, in un paesone tranquillo e senza scosse, addormentato sui fasti di un glorioso passato, alla periferia del mondo. Poi con lo sviluppo della passione pallonara i fiorentini hanno imparato ad accettare acriticamente, pur mantenendo intatta quella facciata di scorbutico amore per la polemica fine a se stessa e la sterile protesta, laureati zampettanti su balaustre e conti dall'occhio sbilenco, arrivando fino ad eleggerli in parlamento, alla sola promessa di ciliegine in mutande viola.

Per poi tutti scendere in fretta e furia dal carretto in corsa ed a rivoltarvisi contro, quando esso è oramai lanciato irrecuperabilmente a rotta di collo verso il baratro. Evviva le tradizioni veraci ed immortali della nostra bella Fiorenza.


Non fermarsi alle strisce per l'attraversamento pedonale
Si racconta che gli etruschi trottassero con le loro bighe nelle strette viuzze di Fiesole a velocità spaziali terrorizzando i poveri pedoni. Lo stesso avveniva per i cardi ed i decumani della Florentia romana.

I carretti ed i cavalli di nobili e popolani scorrazzavano di gran carriera nella Fiorenza medievale e rinascimentale, e spesso i poveri pedoni, soprattutto gli anziani, dovevano aspettare nel fango frammisto agli escrementi anche per ore intere prima di poter attraversare i vicoli, le strade maestre o le piazze della nostra bella città. Fortunatamente i fiorentini amano e coltivano con amore le loro tradizioni e l'avvento di strisce pedonali, automobili e motorini non ha modificato la situazione.

Vecchietti, signore anziane, portatori di handicap e bambini ancora tremano all'idea di dover attraversare strade e viali sulle strisce, tanto l'amore per le caratteristiche usanze plurisecolari è radicato nel fiorentino verace.

[Trapezio Prepuzio]

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