Armi di distruzione di massa e distruzione di massa dell’intelligenza

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
11 febbraio 2004 09:21
Armi di distruzione di massa e distruzione di massa dell’intelligenza

C’è di che sentirsi a disagio leggendo l’informazione tradizionale negli ultimi tempi. Una pioggia di false notizie, di fatti non verificati, di fantasie in libertà bersaglia la nostra intelligenza, non solo quella di lettori.
Ultimo caso la storia del lifting del premier, che secondo alcuni sottendeva ben altro problema di salute, un tema ricorrente nella politica italiana, che aveva già visto protagonisti altri due “uomini della provvidenza”, ma che in entrambi i casi non furono allontanati certo dal potere da un semplice malanno.
E che dire delle armi di distruzione di massa -su cui ironizza il nostro Grullo Parlante- o le clamorose rivelazioni estive sul caso Telecom-Serbia, o sull’affare Mitrokin, e via elencando altre perle di non informazione italiana, come la cura Di Bella, le madonne che piangono, il ghiaccio che cade dal cielo e (persino ci siamo dovuti sorbire!) i cani che mordono.
Qualcuno, forse, si sarà sorpreso nei giorni scorsi, se su Nove da Firenze ben poco ha trovato su due drammoni “locali” come l’infibulazione e il Mostro delle coppiette.

Si tratta secondo noi, nell’un caso di falsa questione, nell’altro di fatti che non sussistono. Il tempo ci dirà se avevamo ragione, ma pare già adesso che entrambi i “dibattiti” si stiano affievolendo.
Certo è che quel brivido di disagio che pervade il lettore quando sfoglia le pagine del giornale la mattina, serpeggia anche in noi il giorno prima, quando ci troviamo a comporre le pagine che i nostri poi leggerano. Per via di quel minimo di senso di responsabilità e pure di amor proprio che dovrebbe guidare la mano, o la lingua di chi racconta: in sintesi la speranza di riuscire a dare sempre una risposta affermativa alla domanda “Ma sarà vero?”
“In questo contesto comunicare è al tempo stesso un’impresa ardua e tropo facile insieme –spiega molto bene Alberto Ferrigolo in un articolo pubblicato sull’ultimo numero di Problemi dell’informazione- i giornali si bevono tutto quel che è stravaganza, curiosità”.

I media in genere preferiscono andare sul sicuro, sul già noto e così l’informazione si alimenta di un processo al tempo stesso competitivo e imitativo. Quel che fa una testata lo fa a breve anche l’altra, specie se è diretta concorrente. Ecco che nascono le stagioni dei “casi”, i filoni in una atmosfera di sostanziale omogeneità.
Il fatto è che l’informazione rischia di essere sempre più sedentaria, con giornalisti che si muovono di rado dall’edificio-redazione. E se non ci fossero gli uffici stampa i giornali non riempirebbero più le pagine.

Con il rischio però che alcune potenti centrali dell’informazione riescano ad orientare, preconfezionare e dettare i tempi della comunicazione.
Quando sette anni fa abbiamo avviato l’esperienza di Nove da Firenze eravamo convinti, come tanti, che Internet fosse un sicuro antidoto alla degenerazione informativa. Oggi possiamo serenamente dire che la realtà non è facile come speravamo. Abbiamo a che fare con una battaglia continua, una sfida quotidiana per difendere i rimasugli di intelligenza che ci restano, sia come lettori che come cronisti.

E per parte nostra siamo qui a chiedervi scusa per ciò che possiamo aver sbagliato in passato e a chiederVi aiuto per il futuro.
E auguri di buon lavoro a tutti

Nicola Novelli

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