Torna a vedere grazie alle cellule staminali della madre


GROSSETO Gennaro, un ragazzo ipovedente di 16 anni residente a Grosseto, è tornato a vedere bene grazie ad un intervento di trapianto di cornea reso possibile dalla donazione di cellule staminali da parte di sua madre. L'intervento, il secondo di questo tipo effettuato in Italia, è stato compiuto presso l'ospedale Misericordia di Grosseto dal professor Vincenzo Sarnicola, direttore dell'unità operativa di oculistica. Il primo intervento con questa tecnica era stato effettuato dallo stesso chirurgo nel febbraio scorso a Ravenna, in occasione del congresso della Società nazionale del trapianto di cornea. Questo il percorso che ha consentito a Gennaro di riacquistare la vista dall'occhio che aveva perduto. Circa due mesi gli fa è stato impiantato un adeguato numero di cellule staminali, prelevando dall'occhio di sua madre un frammento di limbus per uno spessore di 4 millimetri. Questo innesto ha reso possibile la riproduzione della superficie oculare del ragazzo, consentendo il trapianto di cornea a tutto spessore, effettuato la settimana scorsa. La notizia è stata diffusa oggi, dopo aver verificato la piena riuscita dell'intervento. Gennaro, che aveva perduto la cornea a causa di una patologia della superficie e da quell'occhio era completamente cieco, ha recuperato due decimi di vista ed è ora capace di leggere. "Ci aspettiamo - ha detto il professor Vincenzo Sarnicola - che la sua vista migliori ancora. Questa tecnica si è ormai dimostrata efficace nei casi in cui la superficie non è idonea per il trapianto e la patologia è bilaterale per cui bisogna necessariamente ricorrere ad un donatore. La donazione tra viventi riduce notevolmente le problematiche di compatibilità dei tessuti". Il professore ha annunciato di aver effettuato in questa prima metà di dicembre altri quattro innesti di cellule staminali da donatori viventi. Se tutto procederà come nel caso di Gennaro, entro un paio di mesi verranno effettuati i trapianti di cornea. Nel luglio scorso sempre a Grosseto furono effettuati due interventi in laparoscopia unici al mondo, grazie al robot. Adesso questa nuova tecnica di trapianto con cellule staminali.
Si apre adesso il problema della normativa, che è stata superata dai fatti. La tecnica messa a punto al Misericordia chiede che siano definiti precisi protocolli anche nel caso di trapianto di cornea tramite donazione di cellule staminali tra viventi, così come avviene per rene e fegato.
Il giovane grossetano era completamente cieco da un occhio e aveva 1/50 di visus dall'altro. Finora era cioè soltanto in grado di contare le dita di una mano fino a circa un metro distanza, mentre adesso legge dall'occhio operato. Il professor Vincenzo Sarnicola, 45 anni di Agropoli (Sa), ha studiato per 5 anni negli Stati Uniti, è stato allievo del professor Frizzotti dell'università di Siena, è socio fondatore della Società internazionale superficie oculare ed è al Misericordia di Grosseto dal 1995. Da allora ha effettuato circa 700 trapianti tradizionali di cornea e un centinaio quest'anno.

Redazione Nove da Firenze