Neffa mercoledì 7 novembre a Firenze


Il blues, la musica nera, il rock degli anni ’70, certe sonorità che tornano di riflesso nella lounge sofisticata dei nostri giorni, il gusto per canzoni fatte di melodie e uno stile di canto che attinge all’emozionalità dei grandi maestri del soul. Il nuovo capitolo discografico di NEFFA “Arrivi e Partenze”, pur essendo direttamente collegato alla strada percorsa fino ad oggi, parla una lingua nuova e indica una nuova direzione. Per questo, forse, il titolo dice già molto, anche se per capirlo appieno bisogna fare un piccolo passo indietro. Negli anni ’90 NEFFA è una delle figure di riferimento della scena musicale underground italiana. Negazione, Isola Posse All Stars e Sangue Misto (con Deda e DJ Gruff, due artisti di culto dell’hip hop italiano), sono le tappe di un percorso difficile eppure eccezionalmente creativo, che vede Giovanni Pellino (aka NEFFA, per l’appunto) al centro di quella scena musicale. A coronare quell’avventura arriva nel ’96 il successo dell’album “Neffa & i Messaggeri della Dopa” (disco d’oro), trainato dall’exploit del singolo “Aspettando il Sole” - insieme a “Quelli che Benpensano” di Frankie HI NRG l’unico hit ‘trasversale’ della scena hip hop nostrana. “107 Elementi”, l’album successivo, vede la presenza fissa del soul singer Al Castellana, e traghetta NEFFA verso un EP molto particolare, “Chicopisco”, uscito nel 1999, 5 brani in cui NEFFA definisce come pochi il suo stile unico, il suo flow inarrestabile, e regola i conti con l’hip hop una volta per tutte. Se “Chicopisco” è il punto d’arrivo di un percorso artistico ben preciso, lo si può anche considerare, per molti versi, l’inizio del discorso sviluppato da NEFFA nel nuovo album, “Arrivi e Partenze”. Nato e sviluppato dopo l’esperienza fatta da NEFFA come produttore (per l’album solista di Al Castellana), realizzato con un gruppo di musicisti in carne e ossa a sostituire buona parte di samplers e campionatori, influenzato dal suono del pianoforte e dalla musica con cui NEFFA è cresciuto, “Arrivi e Partenze” mette al centro del piatto, per la prima volta, le canzoni: scritte, arrangiate, prodotte e cantate da NEFFA. «Scrivere canzoni con il piano è come passare da nuotare in un bicchiere a nuotare nell’oceano, ho visto così tante possibilità... sono vent’anni che ascolto musica e alla fine mi rendo conto che quella che ascoltavo da ragazzino mi faceva impazzire perché quei musicisti, da Bennato a Pino Daniele, stavano passando dove adesso sono passato io. Dopo anni di musica, mi è venuto per lo più da fare della musica che avevo più o meno sentito, che suonasse come la musica che mi aveva mosso in tutti questi anni, che non è una sola, perché poi non puoi metterci tutto, ma che è tanta. Avrei potuto metterci un classico napoletano fatto slow bossa in più, magari... ho soltanto cercato di fare delle belle canzoni». 13 brani, di cui 9 cantati e 4 splendidi strumentali, rappresentano il frutto di un lavoro iniziato come un divertimento, come la ricerca di un nuovo modo di esprimersi e concluso con l’impegno e la determinazione che si mettono in un progetto quando lo si vede crescere d’importanza e di significato. Definito dallo stesso NEFFA come un disco di ‘non revival’, ma piuttosto un tributo alla musica «che mi ha fatto diventare quello che sono e che ha fatto diventare la musica quello che è», “Arrivi e Partenze” è un album che convoglia al suo interno una quantità sorprendente di input, musicali e non. Basta ascoltare, per farsene un’idea, la title-track che apre l’album, uno strano connubio di percussioni alla Santana e un piano elettrico monkiano, con un risultato molto vicino ad alcune pagine del Miles Davis elettrico o dei primi Weather Report. Oppure quella che NEFFA presenta come la sua hit personale dell’album, “Mistiche Vibre”, brano che indica la direzione futura e che lo stesso autore definisce come un «miscuglio tra i Pink Floyd e i Morcheeba». Ma tanti altri sono i mondi musicali che animano “Arrivi e Partenze”, dalla bossa strumentale di “Laura”, un pezzo che mette in mostra tutta la maestria di NEFFA negli arrangiamenti, al soul blues celentanizzato di “Sano e Salvo” e “Andare Avanti”, un pezzo super OtisRedding. La Motown di Marvin Gaye echeggia in “Scordati di Me”, mentre “La Mia Signorina” fa rivivere in diretta i tempi e la magia dei migliori Temptations. I momenti più cinematografici dell’album arrivano con brani quasi totalmente strumentali, come “Funky Mirandola”, che sembra preso in prestito da un episodio di “Sulle Strade della California” e “Alfa 2000”, un vero soundtrack che mescola abilmente funk-rock, acid jazz e reminiscenze di “Starsky & Hutch”. Come detto in apertura, “Arrivi e Partenze” è però soprattutto un album di blues moderno, nel quale è proprio il mood di questo genere musicale a costituire il collante di situazioni musicali altrimenti diverse tra loro. Il blues di NEFFA, però, attinge al Delta e ai grandi cantanti neri almeno quanto alla grande musica inglese degli anni ’70, e alle sue commistioni con la psichedelia.“Tutto il Tempo”, brano cantato dalla guest Francesca Tourè, ne rappresenta un valido esempio, con le sue citazioni floydiane e orientaleggianti, così come gli arrangiamenti di “Scordati di Me” e di “Mistiche Vibre”. Non mancano i momenti di puro divertimento, però, interpretati perfettamente da due brani fuoriclasse come “La Mia Signorina” e “Alla Fermata”. “Arrivi e Partenze” è anche un disco di addii e nuovi incontri, come raccontati dai testi di diverse canzoni. «Più che chi arriva o chi parte, questo album racconta di me che mi sposto, e che quindi mi allontano da certe persone e ne incontro delle altre. E’ un disco molto autobiografico, che riflette buona parte dei cambiamenti attraversati in questi anni, e prova anche ad immaginarsi delle altre situazioni, come in “Sano e Salvo”. Il punto è che volevo iniziare una nuova vita, e mi sono chiesto: “a 33 anni, vissuti anche con un po’ di stress, te la senti di nuovo di rimettere in gioco tutto? Dopo che avevi costruito una casa, uno studio, ecc. te la senti di distruggere tutto? Queste sfide qua, da folli, sono le uniche che mi interessano e mi ci butto». E allora allo scampato pericolo di “Sano e Salvo” si aggiungono l’ironia risentita di “Scordati di Me” («l’unico pezzo con dentro un po’ di gastrite, perché poi per il resto mi sono stufato anche di coltivare le antipatie. Voglio lasciarmi dietro le cose, e basta», spiega NEFFA), il saluto finale di “Ti Perderò”, l’innamoramento e l’amore celebrati rispettivamente in “Alla Fermata” e “La Mia Signorina”, oltre a qualche momento spiritual-esistenziale come “Tutto il Tempo”, “Mistiche Vibre” e “Andare Avanti”. Prodotto e arrangiato da NEFFA con la collaborazione di Ricky Rinaldi, registrato e mixato al Funky Mirandola Studio e al Town Studio di Bologna, “Arrivi e Partenze” ha potuto contare sul lavoro appassionato di una nutrita schiera di musicisti (Fabio Valdemarin – piano, Giancarlo Bianchetti – chitarra, Paolo “Puddu” Albano – chitarra, Giovanni Toffoloni – basso, Paolo Muscovi – batteria, Roberto Rossi – percussioni, Gaetano Pellino – chitarra, Alessandro Meroli – flauto, Al Castellana e Francesca Touré – voci), oltre che su quello, instancabile, di NEFFA, che firma tutte le composizioni. Il risultato di questo lavoro adesso è qua, stretto in una manciata di canzoni che mettono in mostra un nuovo lato di NEFFA così come il suo naturale, indiscutibile talento di musicista, capace di attraversare generi e stili alla sua maniera. «Ho vissuto diverse vite, e ne voglio vivere altre, in attesa di trovare quella che mi sembrerà definitiva. E’ per questo che considero “Arrivi e Partenze” un tributo alla musica che ho sempre amato e che da tempo avevo voglia di realizzare. Anche se continuo a sentirmi uno di passaggio».

Redazione Nove da Firenze