Grosseto: restauro conservativo del Convento delle Clarisse


Il finanziamento è stato concesso dal C.I.P.E. nella misura di £. 2.290.000.000, nell’intesa che l’Amministrazione Comunale si facesse carico di un cofinanziamento di due miliardi di lire; il Comune ha ovviamente adottato tutti gli atti necessari per usufruire di una simile opportunità e sono così state impegnate le cifre per il restauro prioritario del convento delle Clarisse e del restauro di una parte delle Mura medicee. Per quanto riguarda il complesso delle Clarisse, che si presentava in grave stato di abbandono ed incuria, si è provveduto in tempi brevissimi alla messa in sicurezza dei solai e delle scale ed è stato dato corso ad un risanamento igienico-sanitario di tutti gli ambienti che, tra l’altro, erano divenuti il ricovero di numerose colonie di piccioni.
Con l’individuazione da parte della Giunta Comunale dei professionisti incaricati per la redazione del progetto di restauro e con il coordinamento dei funzionari dell’Ufficio Ambiente architetto Maria Beatrice Renzetti e il dott. Arturo Bernardini, è iniziata la prima concreta fase della procedura che ha permesso ai professionisti incaricati di presentare in tempi ragionevolmente brevi il progetto di consolidamento e restauro del complesso delle Clarisse come spazio museale, un progetto peraltro approvato dalla Giunta Comunale ed apprezzato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici delle Province di Siena e Grosseto.
L’Ufficio Contratti del Comune sta predisponendo in questi giorni gli atti per la gara di appalto dei lavori che avranno inizio il prossimo maggio. A conclusione dei lavori sarà disponibile un nuovo spazio museale che sarà fruibile dall’attuale museo archeologico attraverso un collegamento aereo lungo Via Vinzaglio e saranno disponibili nuovi ed idonei spazi per la sistemazione della “Collezione Luzzetti”. Più in particolare, al piano terra, troverà ubicazione il laboratorio di restauro del Museo Archeologico e sarà riconfermata l’attuale attività artigianale esistente (laboratorio orafo) e la galleria d’arte.
Al piano primo è prevista una saletta per conferenze, la sede periferica della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali e gli Uffici direttivi del Museo Archeologico che saranno collegati, mediante la citata leggera struttura in tubolare di ferro e metacrilato, con il Museo stesso.
Al piano secondo, l’utilizzazione sarà tutta museale, con sale di esposizione e direzione (Collezione Luzzetti, Pinacoteca di Arte Moderna e, principalmente “Museo della Città e del Territorio”, un progetto espositivo che ripercorre la storia di Grosseto, secondo il coordinamento del Prof. Francovich).
Infine un riferimento al pozzo ed alla cisterna sottostante all’interno della chiostra che, grazie alla collaborazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, è stata svuotata e messa in sicurezza.
Il progetto di allestire un museo della città di Grosseto nasce dall'esperienza di ricerca condotta dall'Università di Siena, sotto la direzione scientifica di Riccardo Francovich, in collaborazione con l'amministrazione comunale e la Soprintendenza archeologia della Toscana. Gli scavi condotti su due terzi del centro storico, che proseguiranno per altri due anni, fino a coprire l'intera superficie, hanno portato alla luce una sequenza insediativa, che dall'età etrusca giunge fino ai giorni nostri.
Tuttavia bisogna considerare Grosseto come una città medievale: nel senso che fu nel medioevo che i processi di trasformazione dell'insediamento nella pianura rosellana, portarono questo villaggio di capanne a diventare una città sede vescovile.
Il museo diventa quindi il contenitore nel quale proporre al visitatore i risultati della ricerca, ma al tempo stesso un promotore di nuove ricerche sulla città e il territorio circostante, perchè un museo che non produce nuovi dati, un museo che non fa ricerca, è e destinato a diventare un luogo di mera conservazione di oggetti.
Per quanto riguarda l'ubicazione, l’amministrazione comunale ha individuato nell'ex convento delle clarisse il luogo ideale per ospitare gli ambienti, con pannelli, vetrine con i reperti restaurati, sala conferenze, laboratori ed una sezione multimediale.
Il congiungimento con il Museo Archeologico e la contiguità topografica alla sede del Polo Universitario di cui si auspica un continuo ampliamento, costituiscono le carte vincenti per proporre un unico polo museale, strettamente connesso alla sede della ricerca.

Redazione Nove da Firenze