La Coop si prende l'area ex Longinotti: il Consiglio comunale ha approvato il progetto con 26 voti favorevoli, 19 contrari e 2 astenuti
Contestazioni del pubblico al termine della seduta


La Coop c'è riuscita, dopo circa 15 anni di pressioni sul governo della città. Il Centro commerciale della Cooperativa fiorentina sarà realizzato a Gavinana dove non era granché gradito dagli abitanti, dai commercianti di zona e sopratutto dai ragazzi del Centro popolare autogestito che da anni occupavano l'area dismessa. Sul loro destino il Consiglio comunale si è espresso approvando una mozione (29 favorevoli, 14 contrari, 1 astenuto) presentata dai DS per impegnare il sindaco a trovare una destinazione adeguata.
“L’amministrazione pubblica ha utilizzato tutte le azioni e le procedure possibili per contrattare da posizioni di forza con l’imprenditore privato”. Lo ha detto l’assessore all’Urbanistica Gianni Biagi nel corso del dibattito in consiglio comunale sulla ex-Longinotti. “Penso si possa affermare, senza possibilità di smentita, che si sono utilizzati, oserei dire surrettiziamente, strumenti quali i Programmi di recupero Urbano, per ‘costringere’ l’operatore privato a realizzare interventi pubblici che non sarebbero stati possibili con le normali procedure edilizie, che pure erano, e sono, tuttora vigenti”. L’assessore nel corso dell’intervento ha sottolineato il significato urbanistico del recupero urbano nella nostra città. “Il riuso delle aree urbane dismesse è un fattore costante ed innovativo nella politica urbanistica degli anni 90 e rappresenta la scelta giusta anche per il futuro, che non sarà aperto alle espansioni urbane ma alla riqualificazione dell’esistente”. In questi anni le principali operazioni di programmazione urbanistica della città si sono svolte con le procedure speciali dei programmi di riqualificazione urbana. Dall’intervento di Novoli, a quelli dei PRU di S. Bartolo e Le Piagge, a quelli dei Piani di Riqualificazione della Gover, della Sime, della Superpila, della Gondrand. “Un fatto significativo anche perché – dice l’assessore - obbliga ad un rapporto diretto e operativo con i privati, che divengono soggetti diretti dell’intervento sotto il controllo programmatico della pubblica amministrazione. Questa è la chiave per risolvere spesso situazioni incancrenite nell’ambito urbano, situazioni che spesso aggravano il degrado urbano delle città degli anni ‘60. Su questa linea non solo Firenze ma l’intera cultura urbanistica nazionale ed internazionale si sta muovendo”. A Firenze sono programmati, oltre a quelli già citati per i quali i lavori o sono partiti o partiranno nei prossimi giorni, interventi per il recupero delle Murate, per il recupero d’edifici non più utilizzati nel centro della città. “Questo significa che la nuova strumentazione urbanistica, per la quale ci apprestiamo ad iniziare la fase preliminare – continua Biagi – potrà affermare che il sistema edilizio della città non occuperà altro suolo non urbanizzato, e che il limite della città è definito per i prossimi anni dall’attuale sistema urbano”. In tutta Europa governi e città, non a caso, hanno ripreso a pensare “a progetti per la riqualificazione delle città, partendo proprio, come dice l’architetto Rogers (incaricato da Blair per un piano di riqualificazione delle città inglesi) dal recupero delle aree ‘brown’. Perché allora questo progetto, che s’inquadra pienamente in una politica urbanistica coerente con il minor uso del territorio incontra tante critiche?” Entrando nello specifico dei temi “caldi” relativi al progetto di recupero dell’area di Firenze sud, l’assessore ha puntato il dito contro lo studio d’impatto sul traffico presentato da un consigliere di quartiere dell’opposizione. “Lo studio contiene dati non esatti e comunque utilizzati in modo non corretto – ha detto Biagi - vediamoli nel dettaglio. Il dato che parla di 5463 auto/ora relativo alle vie Villamagna, Erbosa e Giannotti è calcolato in modo errato. Dagli studi ufficiali del piano urbano del traffico emerge che in realtà il dato esatto è di circa la metà. Il dato sul dimensionamento dei parcheggi (secondo il quale occorrerebbero ben 4642 posti auto) è errato. Si fonda infatti sulla previsione di un afflusso di 6500 automobili all’ora, quando invece la stima reale è di 5.500 auto al giorno. Ed inoltre non tiene conto della rotazione fisiologica nell’uso del parcheggio da parte degli utenti Lo studio inoltre si fonda su una equiparazione fra il centro commerciale a Gavinana e quello di Sesto Fiorentino in via Pasolini. Questo confronto è errato. Tra i due centri c’è una sostanziale differenza di dimensione, nonché tipologica. La struttura di Sesto ha una superficie utile lorda di oltre 42mila mq, contro i 12mila di Gavinana; una superficie di vendita di 20mila mq (10mila alimentare) contro i 7.300 di Gavinana (3.300 alimentare); 2.610 posti auto privati contro i 900 di Gavinana. Seguendo la logica e i dati dello studio d’impatto presentato dal consigliere di quartiere, gli scontrini fiscali prodotti a Gavinana sarebbero oltre 14 milioni l’anno, quando in realtà strutture analoghe oscillano intorno al milione l’anno. L’errore di scala commesso è manifesto. Riguardo ai parcheggi, la dotazione del complesso è ampiamente al di sopra dei limiti di legge. La superficie per i posti auto minimo previsto dagli standard regionali (legge 122/89 e 28/99) è di circa 25mila mq; quella programmata nel progetto è di 33mila 600 mq”. Passando al tema del numero dei centri commerciali presenti nell’area fiorentina, Biagi ha ricordato che l’amministrazione “si è mossa all’interno delle linee tracciate del PRG vigente ed approvate dal consiglio comunale non più di due anni fa. Non solo. Il Comune ha messo in atto inoltre alcune correzioni a tutela del commercio di vicinato e per garantire un coordinamento sovracomunale della grande distribuzione commerciale. Questo consiglio ha approvato non più tardi di un mese fa, con l’astensione della minoranza, l’accordo per la ricollocazione della grande distribuzione commerciale nel settore sud ovest dell’area fiorentina con il quale abbiamo evitato un pericolo reale: quello di avere a Firenze, Scandicci e Lastra a Signa tre diversi ipermercati”. A tutela del commercio l’amministrazione ha stipulato un accordo fra l’Unicoop, la Confesercenti, la Confocommercio, la CNA e l’Artigianato Fiorentino, per la gestione della commercializzazione degli spazi non destinati alla grande distribuzione alimentare all’interno del complesso di Gavinana. Un accordo che non era stato fatto per altri centri che pure sono in costruzione nel quartiere 2 e che potrà essere gestito anche sulla base delle indicazioni che il consiglio vorrà fornire con questo dibattito. “Abbiamo inoltre preso impegni, io e l’assessore Colonna – ha detto ancora Biagi - per l’individuazione delle aree di viale Giannotti, viale Europa come centri commerciali naturali nell’ambito della pianificazione commerciale attuativa della legge Bersani, e quindi con la possibilità, in queste aree di attivare risorse anche pubbliche per la riqualificazione del settore del commercio di vicinato. E di attuare tali interventi, nonché la gestione dell’accordo di cui sopra, sentendo e coinvolgendo le rappresentanze locali delle categorie economiche”. Infine l’assessore ha criticato la presa di posizione di alcuni parroci della zona che hanno “puntato il dito solo sull’intervento di recupero della ex-Longinotti, e non su altri, bollandolo come un novello richiamo di tentazione”. Concludendo, l’assessore ha chiesto al consiglio di approvare la delibera: “Non rivendico un generico decisionismo che mi è estraneo per cultura e per formazione politica –ha affermato – Ma la necessità di stare nel novero delle città europee capaci di attrarre risorse, e di fare quel salto di qualità che ci collochi a pieno titolo nello scenario dei prossimi anni, dove la competizione per ottenere risorse pubbliche e private non sarà più fra stati o regioni, bensì fra le aree metropolitane europee”. Infine l’assessore si è soffermato sulla questione del CPA. “Il CPA rappresenta un’esperienza significativa nel panorama delle esperienze antagoniste e d’aggregazione giovanile. Pur non dimenticando che questa esperienza nasce da un atto di illegalità, dobbiamo saper dedicare a questa entità l’attenzione che merita e credo faccia bene il Consiglio ad esprimersi anche su questo aspetto. Esistono, infatti, le condizioni materiali e politiche perché quest’esperienza possa continuare”.
Il nuovo centro commerciale che sorgerà a Gavinana cancellerà i piccoli negozi del quartiere. E’ quanto ha detto il capogruppo del CCD Federico Tondi durante la discussione, in Consiglio comunale, della delibera relativa al recupero dell’area ex Longinotti. Secondo Tondi l’Assessore all’urbanistica, nelle sue controdeduzioni, «ha giocato sui numeri sia per quanto riguarda il numero di auto che transiteranno nel quartiere dopo l’insediamento del nuovo centro commerciale sia per il numero dei parcheggi realizzati». «La presenza di centri commerciali è inferiore alla media europea - ha spiegato Tondi - ma Firenze va considerata a parte perché ha fatto del piccolo e medio commerciante la sua immagine nel mondo e queste scomparirebbero con l’insediamento dei grandi centri commerciali». «Quanto all’adesione delle categorie economiche al progetto di risistemazione dell’area - ha aggiunto il capogruppo del CCD - va sottolineato che hanno dovuto accettare condizioni “capestro” che garantissero la minima sopravvivenza delle attuali realtà commerciali presenti a Gavinana». «Se i numeri ci vedranno sconfitti in questa prima battaglia - ha concluso Tondi - proseguiremo il nostro impegno forti di una certezza: ora comincia la guerra».
«L’unica, ipocrita novità, è stata aggiungere una dichiarazioni d’intenti ad una delibera operativa, patetica foglia di fico per gli alleati dei Ds, costretti loro malgrado ad obbedire alla ferrea egemonia Ds in città». E’ il giudizio che il gruppo di Forza Italia ha espresso durante la discussione della delibera relativa al recupero dell’area ex Longinotti. Secondo i consiglieri di Forza Italia «dopo la consegna al Sindaco delle migliaia di firme dei soci Coop al mattino – come chiedere in curva Fiesole firme per rafforzare la Fiorentina – al pomeriggio si compie l’ultimo atto di un copione già scritto dai governi locali di centrosinistra sull’area ex Longinotti e sul nuovo insediamento Coop. Ed il copione andava rigorosamente rispettato perché il diktat partito dalla Regione era imperativo ed il governo di Palazzo Vecchio doveva solo eseguire».

Redazione Nove da Firenze