25 anni fa la strage di Via dei Georgofili

La notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 una vettura imbottita di esplosivo veniva fatta esplodere a Firenze


(DIRE) Roma, 27 mag. - "25 anni fa Firenze si svegliava con addosso la dolorosa strage di Via dei Georgofili. La notte precedente, infatti, Fabrizio Nencioni e Angela Fiume, con le loro figlie Nadia e Caterina e lo studente Dario Capolicchio erano stati uccisi dallo scoppio dell'autobomba nei pressi della Galleria degli Uffizi". Lo ricorda su facebook Pietro Grasso, leader Leu. "Non possiamo dimenticare lo sgomento di quei giorni- aggiunge-, il dolore straziante per la morte di cosi' tanti innocenti, la paura e l'incertezza che aleggiava nel nostro Paese. 25 anni sono trascorsi senza che si sia giunti a disvelare tutte le verita' sulla stagione delle stragi. Non sappiamo ancora descrivere pienamente la strategia eversiva che intendeva colpire il cuore della nostra nazione; non abbiamo saputo assicurare tutti i colpevoli, mafiosi e non, alla giustizia". "E' trascorso molto tempo da quel biennio maledetto ma nulla potra' mai spegnere la determinazione di chi porta avanti il ricordo e continua a cercare la verita', dando speranza e una grande lezione di impegno civico a tutti noi", conclude.

"La notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 una vettura imbottita di esplosivo veniva fatta esplodere in via dei Georgofili, a Firenze, provocando cinque vittime: Angela Fiume, custode dell'Accademia dei Georgofili, suo marito Fabrizio Nencioni, le loro bambine Nadia e Caterina, e Dario Capolicchio, studente universitario. Decine furono i feriti e gravi i danni alle strutture abitative e al patrimonio artistico. Sono passati 25 anni da quella pagina dolorosissima per Firenze, colpita nel cuore della sua identita' storica e sociale. Una pagina dolorosissima per tutto il Paese, disorientato e ferito di fronte all'ennesimo attacco messo in atto dalla criminalita' mafiosa, autrice in quegli anni di una spietata stagione delle stragi nella quale anche l'attentato dei Georgofili va inquadrato". Cosi' il presidente della Camera Roberto Fico, che ricorda: "Un lungo e complesso iter processuale e, in particolare, una recente sentenza della Corte di Assise di Palermo sulla trattativa Stato-mafia hanno posto l'attenzione su un sistema di connivenze tra criminalita' organizzata, politica e alcuni settori deviati dell'apparato statale. Tutto questo deve essere un monito per le istituzioni e per tutti i cittadini: tenere alto il livello di attenzione e imporre un rigoroso esercizio di verita', trasparenza e giustizia". "La determinazione dei magistrati nel voler far prevalere, anche a rischio della vita, il principio della legalita' sui fenomeni di complicita' tra Stato e anti-Stato e sulla subdola capacita' di condizionamento della mafia nella societa'- continua Fico- rappresenta uno straordinario servizio nei confronti del Paese, un impegno mosso dagli stessi ideali di fedelta' incondizionata per lo Stato che ispiravano persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". "Gli anniversari come questo servono a tener viva nella memoria collettiva l'efferata arroganza che puo' colpire la nostra comunita' nel momento in cui si arretra nella lotta contro la criminalita' organizzata. Tutta la societa'- conclude il presidente della Camera- si dimostri consapevole del valore dell'impegno, senza ipocrisie, nella lotta contro la mafia affiancando all'azione di magistratura e forze dell'ordine proposte di rinnovamento sociale, iniziative di mobilitazione civile e progetti culturali". (Com/Pol/ Dire)

Redazione Nove da Firenze