Voragine Lungarno Torrigiani: tra storia ed ironia

Amici Miei Atto II Alluvione

A poche ore dal disastro la tipica ironia toscana era già libera nel web


Dopo lo sconcerto iniziale, appurata l'assenza di feriti e recuperate le vetture rimaste incastrate nella voragine, mentre le immagini del cratere allagato rimbalzavano in tutto il mondo e la macchina amministrativa si riorganizzava, il web si è scatenato.

A fare da apripista al filone storico è stato il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani che ha toccato il tasto dei Lungarni di fine '800 realizzati con l'intento unico di allargare le strade. Da questa riflessione ha preso vita una serie di ricerche che hanno portato i fiorentini ad appassionarsi ai criteri di costruzione delle strade attigue ai loro amati ponti. Immancabile il contributo da parte di Vecchia Firenze Mia, il Gruppo Facebook di Gianni Greco ha infatti realizzato una galleria speciale di immagini d'epoca dedicate al Lungarno Torrigiani.

Sui Social le polemiche hanno raccolto più condivisioni degli aggiornamenti provenienti da Comune e Publiacqua. Il sindaco Dario Nardella ha puntato il dito sull'errore umano. Le accuse sullo scarso monitoraggio aumentavano intanto esponenzialmente da parte di ordini professionali, tecnici e politici. 
La rete, animata da numerose immagini ironiche frutto di estemporanei artisti da photoshop, si è soffermata invece non sull'errore ma sul perseverare nella manutenzione dell'acquedotto pubblico con scarsi investimenti.
Occorre ricordare che anche i Vigili del Fuoco che sono intervenuti nella notte e poi sono dovuti tornare sul posto all'alba e restarci tutto il giorno, per voce dei sindacati giunte in tempi non sospetti, non avrebbero poi un organico al completo e mezzi adeguati.

Al termine dell'emergenza c'è chi domanda oggi chiarimenti, spiegazioni, risposte ed "atti dimostrativi" come sospensioni o dimissioni dei vertici di Publiacqua.

I fiorentini si sono svegliati esperti di idraulica e di geologia, alzi la mano chi non ha preso il cappuccino parlando della "Voragine", ma sempre con il sorriso sulle labbra. Dal grande Riccardo Marasco ai terribili Amici Miei, quel "pisciolio d'acqua" ancor non ci abbandona.

Antonio Patruno