Rubrica — LifeStyle

Versilia: la spiaggia del Twiga riaprirà ai primi di giugno

L'annuncio su Radio1 di Daniela Santanché. "Avevamo anche prima sei metri di stanza tra gli ombrelloni". Piscina e discoteca però resteranno chiusi


«Quest'anno il Twiga aprirà. Per la felicità dei nostri oltre 100 lavoratori, riapriremo i primi di giugno». A parlare, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è Daniela Santanchè, deputata di Fratelli d'Italia, imprenditrice e socia del Twiga, stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta. Nel suo stabilimento riuscirete a mantenere le distanze di sicurezza tra gli ombrelloni? «Le avevamo già prima: abbiamo sei metri di distanza». La vostra piscina però dovrà esser chiusa. «La chiuderemo come già facevamo prima di sera, quando mettevamo una copertura di plexiglass su cui mettere i tavoli. Cosi aumenteremo i coperti». Anche la discoteca resterà chiusa. «Da mamma dico che sono molto preoccupata per questo. Sarebbe molto meglio mandare i ragazzi nelle discoteche all'aperto, rispettando le misure di sicurezza. Secondo voi i ragazzi saranno chiusi in casa la sera o questa estate si troveranno in giro dove non c'è nessun controllo?» Al Twiga avrete musica dal vivo? “Certo, ci siamo già organizzati. Faremo musica dal vivo con le persone sedute e distanziate”.

Intanto domani venerdì 15 maggio alle ore 11 presso il Bagno Roma di Tirrenia si svolgerà una manifestazione dei balneari sempre più preoccupati per il loro futuro. Saranno presenti: Fabrizio Fontani (Presidente ConfLitorale Confcommercio), Stefania Frandi (Presidente Toscana Sib Confcommercio) Michele Conti (Sindaco di Pisa), Federico Pieragnoli (Direttore Confcommercio Pisa), rappresentanza di balneari.

Sempre a proposito di balneari, il capogruppo di Forza Italia in Regione, Maurizio Marchetti, rimarca: «Non tutta la costa è uguale. Ci sono zone dove l’applicazione dei protocolli Inail-Iss rende antieconomico riaprire e spinge giocoforza gli operatori o al fallimento, o a procedere con licenziamenti. Soprattutto in assenza di sostegni e interventi di mitigazione del danno economico. Bisogna che la Regione si metta a tavolino con gli operatori e studi con loro protocolli ‘toscocompatibili’ ovvero che rendano praticabile la ripartenza in tempi certi e brevi secondo norme modellate sulla realtà locale».
«Per gli stabilimenti balneari - ragione Marchetti, che stamani ha avuto un lungo incontro con rappresentanti e addetti del settore - un conto è il fronte mare, un conto è la profondità dell’arenile. Soprattutto laddove negli anni si è lasciata andare l’erosione costiera, esisono segmenti dell’asse litoraneo nei quali la spiaggia si assottiglia. Spiaggia ‘a passo corto’ più distanziamento tra postazioni più distanziamento tra stabilimenti… quanti ombrelloni piantano, alcuni operatori? Dieci? Si fanno riaprire così? E’ da irresponsabili», attacca Marchetti.

Qualcosa di simile vale per bar e hotel: «Che ne dovranno fare degli spazi comuni? E del personale di servizio ai tavoli decimati dalle norme anticontagio o al banco bar, per esempio? Oltre a imporre regole, assolutamente indispensabili per quanto riguarda igiene, sanificazione e dispositivi anticontagio – sottolinea Marchetti – bisogna dare soluzioni».
«Giorni fa – ricorda Marchetti – la giunta aveva annunciato di avere aperto un tavolo con balneari e operatori di Hotel, ristorazione e catering, il cosiddetto segmento Horeca. L’idea affermata dall’assessore Bugli era quella di avere un protocollo made in Tuscany con cui riaccendere i motori di queste attività. Che fine ha fatto quel lavoro? Uno dei soliti annunci senza gambe? Male. Altre Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, hanno stilato loro protocolli ad hoc. Qui senza regole ‘toscocompatibili’ sarà il disastro».

Redazione Nove da Firenze