Unifi: gli "Incontri con la città" in diretta video

Stamani il primo appuntamento dall'Aula Magna dell'Ateneo, con Mario Biggeri, della sesta stagione delle lezioni domenicali rivolte al pubblico su temi di attualità


Le dinamiche della povertà nel mondo: è questo il tema cardine del primo dialogo della sesta edizione di Incontri con la Città. L’iniziativa, organizzata dall’Università degli Studi di Firenze, ha inaugurato la nuova stagione con l’intervento di Mario Biggeri, docente di Economia applicata e ricercatore in ambito di sviluppo sostenibile.

Nel contesto globale di crisi sistemica e sociale rappresentata dal Covid-19, la problematica mostra più che mai la propria attualità ed il bisogno di essere posta al centro del dibattito pubblico.

L’approccio monodimensionale adottato tradizionalmente nello studio della povertà si è dimostrato riduttivo. E’ innegabile che la ricchezza di un individuo dipenda dal proprio reddito. Ma questo non dev’essere utilizzato come unico criterio di analisi. Il premio Nobel per l’economia Amartya Sen è stato chiaro. Le risorse economiche sono uno strumento per accedere ai beni immateriali che compongono la nostra vera ricchezza: sanità, istruzione, informazione, energia e credito.

La distribuzione attuale della ricchezza appare così sotto un’altra prospettiva. Ad oggi, una parte minima della popolazione mondiale (0,9%) detiene circa la metà della ricchezza globale in termini di reddito. Le diseguaglianze, accentuatesi nei periodi di crisi come quello che stiamo vivendo, vanno però ben oltre la sfera economico-monetaria. L’intersezionalità dei caratteri individuali porta ad oppressioni e discriminazioni che accentuano un’ingiustizia sociale già radicata. Donne, bambini, disabili, minoranze e migranti ne risultano essere le vittime designate.

Ne sono esempio il divario retributivo di genere e lo sfruttamento minorile che ancora oggi tocca milioni di bambini in tutto il mondo.

Le strategie politiche adottate finora hanno fallito nel porre la dimensione materiale dell’economia quale obiettivo primario. E’ necessario spostare lo sguardo verso la realtà sociale. Riorganizzare tutti i settori economico-produttivi al fine di creare sinergie positive che tutelino il benessere materiale ed immateriale degli individui.

In realtà, questa prospettiva di lungo periodo sta già prendendo campo. Agenda 2030, Ue Green Deal, Assisi 2020, Fridays for Future… sono solo alcuni dei progetti che guardano al futuro con l’obiettivo di ripensare il concetto di efficienza economica. Un sistema che abbandoni la competizione perversa verso il profitto per perseguire il benessere sociale, la sostenibilità, l’innovazione, la riduzione delle diseguaglianze e la pace.

Chiara Manganelli