Giunto alla quinta edizione, torna a Firenze il Festival della Transizione Ecologica, due giorni dedicati al futuro del pianeta. L'appuntamento propone uno spazio aperto per la città, dove studenti, cittadini, istituzioni, scuole e imprese possono confrontarsi, informarsi e attivarsi.
La transizione ecologica, lo ricordiamo ,è il passaggio da un modello economico basato su sfruttamento intensivo di risorse, combustibili fossili, spreco e inquinamento, a un modello che riesce a stare dentro i limiti del pianeta.Non è solo "più ecologia", è cambiare come produciamo, consumiamo, ci muoviamo e abitiamo.
In pratica tocca quattro ambiti insieme:
1. Energia: passare da petrolio, gas e carbone a rinnovabili, ridurre i consumi, elettrificare dove possibile.
2. Risorse e materiali: non estrarre, usare e buttare, ma riparare, riusare, riciclare. Si parla di economia circolare.
3. Natura e cibo: proteggere biodiversità, suolo, acqua, cambiare il modo in cui coltiviamo e mangiamo.
4. Persone: se la transizione fa aumentare le diseguaglianze, il costo della vita o lascia indietro lavoratori e categorie fragili, non funziona. Per questo si parla anche di giustizia sociale, inclusione, ecofemminismo, consumo consapevole.
È diversa dalla semplice sostenibilità. La sostenibilità è l'obiettivo: riuscire a vivere bene senza compromettere chi verrà dopo. La transizione ecologica è il percorso, con le scelte politiche, tecnologiche e culturali, per arrivarci.
Quest'anno a Firenze l'attenzione è rivolta in particolare al ruolo della musica e dell'arte nella promozione della transizione ecologica, alla limitatezza delle risorse del pianeta, all'ecofemminismo e alle scelte di consumo e produzione consapevole. È fondamentale, infatti, affermano gli organizzatori Valeria Faraoni e Marco Bindi del Villaggio Dei Popoli, non fare l'errore di ridurre la transizione ecologica a una dimensione esclusivamente ambientale. Per questo nel programma si dà spazio alla dimensione sociale, dell'inclusione e della lotta alle diseguaglianze, perché non si potrà parlare di una transizione completa se le categorie più deboli verranno lasciate indietro.
L'edizione 2026, realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze e altri sostenitori, introduce una novità importante. Accanto a Villaggio dei Popoli e Fondazione Altromercato collabora all'evento il Green Office dell'Università degli Studi di Firenze, unendo l'impegno sociale del terzo settore con l'esperienza istituzionale e le pratiche di sostenibilità promosse in ambito accademico.
Dopo il pre-festival di Empoli, tenutosi dall'1 al 3 ottobre in collaborazione con Safari Njema, Scomodo e SAI Empolese Valdelsa e Comune di Empoli, il festival arriva alla due giorni fiorentina.
La mattina di venerdì 23 ottobre, presso il Campus delle Scienze Sociali a Novoli, è previsto un laboratorio interattivo condotto da studenti e studentesse del corso di laurea triennale Sustainable Business for Societal Challenges del Dipartimento di Scienze per l'Economia e l'Impresa, guidato dalla professoressa Laura Bini. L'obiettivo è stimolare una discussione attiva tra nuove generazioni sui temi della sostenibilità. Oltre al laboratorio è prevista una visita del campus con attività e giochi.
Il pomeriggio di sabato 24 ottobre, aperto a tutta la cittadinanza presso la Biblioteca delle Oblate, il programma si apre alle 15.30 con un laboratorio di serigrafia a cura del Laboratorio Innovazione Altromercato. Alle 16.15 è in programma un'intervista al cantante e performer Piero Pelù, alle 17.00 un talk sul tema della gestione delle risorse del pianeta con Franco Bagnoli del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Firenze, alle 17.45 la presentazione del volume Atlante delle donne nel settore primario con un'intervista a una delle autrici Lucia Tudini, Dirigente di ricerca CREA Politiche e Bioeconomia, a cura di Casa delle Donne a Firenze, e alle 18.30 un talk con Valeria Calamaro, Responsabile Marketing Strategico Altromercato, sul tema Brand e Giovani: un dialogo trasparente sulla sostenibilità. A chiusura di serata è previsto un aperitivo a base di prodotti del commercio equo e solidale presso la Caffetteria delle Oblate.
Secondo la vicesindaca e assessora all'Ambiente Paola Galgani e l'assessore alla transizione ecologica Andrea Giorgio, la transizione ecologica riguarda il futuro delle nostre città e la qualità della vita delle persone. Il festival offre uno spazio prezioso per riflettere sull'uso delle risorse e sulle scelte quotidiane e costruire modelli più sostenibili, investendo nella partecipazione delle giovani generazioni per una città più consapevole, inclusiva e attenta all'ambiente.
Per il Direttore Generale di Fondazione CR Firenze Gabriele Gori, il lavoro portato avanti da Villaggio dei Popoli dimostra come la transizione ecologica debba essere prima di tutto un percorso partecipato in grado di unire rispetto per il pianeta, equità sociale e consumo responsabile, un impegno collettivo che vive dell'intreccio tra tutela ambientale, inclusione e protagonismo giovanile.