Toscana 2020, Nardella striglia il Pd: "Non sarà una passeggiata"

foto Alessandro Zani

Il sindaco di Firenze al Dem Festival di Empoli: "A Giani mi permetto di dare un consiglio, vai in mezzo alla gente, parla con tutti, comincia dalle persone più lontane dal nostro partito"


(DIRE) Firenze, 24 gen. - Nel Pd "comincio a sentire ragionamenti su chi farà l'assessore nella giunta regionale: se si comincia così abbiamo già perso". La strigliata è arrivata ieri sera dal sindaco di Firenze Dario Nardella, nel corso del dibattito al "Dem Festival 2020" in corso ad Empoli (fino a domenica). Una tirata d'orecchie decisa, piazzata a tre giorni dall'apertura delle urne in Emilia-Romagna. Un voto, ha sottolineato Nardella nient'affatto scontato e che "avrà sulla Toscana una certa influenza".

Però "comunque vada, da lunedì dobbiamo cominciare a fare sul serio" e in questo, arringa, "non possiamo assolutamente fare una campagna elettorale dicendo che tutto è andato bene: cosi' andiamo a sbattere". Per il sindaco, invece, è necessario "lavorare pancia terra per recuperare i voti persi o che possiamo perdere". 

Solo poi, in caso di vittoria, decidere "chi farà che cosa. E questo lo dobbiamo dire con chiarezza, a tutti. Perché più di una campagna elettorale decisiva, la più difficile in Toscana dalla storia del dopoguerra ad oggi, ho la sensazione che ci si appresti a fare una passeggiata in campagna". 

Ed è qui che si è rivolto direttamente al candidato dei dem: "Ho sostenuto e sostengo Giani, perché credo abbia molte caratteristiche positive: è un amministratore, una persona di esperienza e conosce il territorio. A Eugenio mi permetto sommessamente di dare un consiglio: vai in mezzo alla gente, parla con tutti, comincia dalle persone più lontane dal nostro partito".

Non solo, Nardella gli chiede anche "un pizzico di discontinuità" sui "temi forti" della campagna. Di avere cioè "il coraggio, l'umiltà e l'onestà di ammettere che alcune cose in questi cinque anni non sono andate come avremmo voluto".

Così, ha proseguito, "forse avremo più consenso" rispetto ad una difesa "asettica e acritica" di quel che è stato fatto.
"Perché in Toscana- ha insistito- abbiamo problemi seri: in certe zone la disoccupazione è alta, i nostri giovani fanno fatica a trovare lavoro e abbiamo perso anni senza riuscire a realizzare infrastrutture importanti". Questo, ha concluso, "non significa praticare il 'tafazzismo', dire che non abbiamo fatto nulla, ma che vogliamo continuare a governare la Regione per fare meglio". Da lunedì "si comincerà a fare sul serio e speriamo davvero che i nostri amici dell'Emilia-Romagna aprano gli occhi e votino per Bonaccini presidente".
(Dig/ Dire)

Redazione Nove da Firenze