“Aderiamo convintamente al manifesto partito da Bologna perché la scuola non può essere il luogo dei tetti: non divide e non esclude, ma è e deve essere sempre di più il luogo in cui ci si adopera affinché ogni bambina e ogni bambino possa imparare e crescere insieme agli altri. Il punto non è fissare una percentuale, ma intervenire dove ci sono bisogni reali con strumenti efficaci e azioni concrete. A Firenze lo facciamo da anni con risorse comunali nei Centri di alfabetizzazione, lavorando con le scuole per valutare le competenze linguistiche e costruire percorsi dedicati di supporto.
Voglio anche ringraziare le scuole fiorentine che in questi giorni, con le loro iniziative, stanno ribadendo con chiarezza un principio fondamentale: la scuola è aperta a tutti, come ci ricorda la nostra Costituzione. È il luogo in cui si costruiscono legami, inclusione e cittadinanza. È un messaggio importante che arriva direttamente dalle nostre comunità scolastiche e che, come Amministrazione, condividiamo. È questa la strada: investire sulla conoscenza della lingua, sulla mediazione culturale, sul lavoro degli insegnanti e sui servizi nei territori.
L’inclusione non si governa con una soglia percentuale: si costruisce ogni giorno dando alle scuole gli strumenti per fare bene il proprio lavoro. È su questo che chiediamo al Governo di investire, piuttosto che affidarsi a misure spot che non rispondono ai bisogni reali delle classi”.
Così l’assessora all’Educazione Benedetta Albanese sostiene il manifesto degli assessori all’Istruzione delle città italiane che si oppone al tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi, nato a Bologna con le prime adesioni.