Mercoledì 22 aprile 2026 il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, accompagnato da Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana, Sara Funaro, Sindaca di Firenze, Aldo Isi, Amministratore Delegato Rete Ferroviaria Italiana, Dario Lo Bosco,Amministratore Delegato FS Engeneering e Paola Firmi, Amministratore Delegato Infrarail effettuerà un sopralluogo tecnico presso il cantiere della stazione Alta Velocità di Firenze
Nella galleria commerciale della stazione esiste una "Critical Caring Room" da 110 posti — cento sedie, dieci posti sui divani, venti tavolini, servizi igienici, prese elettriche, climatizzazione, personale presente. Una sala grande, attrezzata, funzionante. Eppure non è accessibile alle e ai pendolari ordinariamente. Apre solo in caso di «anormalità della circolazione o dell'esercizio ferroviario che comporti prolungati tempi di attesa», e solo su indirizzamento del personale Trenitalia di Customer Service. Per il resto del tempo rimane chiusa, restituita a GS Rail. Trenitalia «ha manifestato l'intenzione» di riaprirla nei periodi di picco del traffico "leisure", cioè turisti, viaggiatori delle linee ad alta velocità. Non pendolari.
"Chi prende il regionale ogni mattina e aspetta sul marciapiede sovraffollato, chi cerca un posto a sedere nella sala d'attesa accanto alla biglietteria, chi arriva alla stazione con largo anticipo perché i treni sono in ritardo — queste persone non rientrano nella categoria del traffico leisure. Eppure sono la spina dorsale dell'utilizzo quotidiano della stazione e dovrebbero vedere garantito il loro diritto alla mobilità -dichiara Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune- Con la risoluzione 2025/01310, depositata il 27 agosto 2025, in attesa di essere discussa, abbiamo chiesto esattamente questo: che quella sala divenga accessibile almeno di giorno alle e ai pendolari, a chi usa il trasporto ferroviario, con adeguata segnalazione.
Chiediamo che il Comune si confronti con Regione e Governo per garantire spazi d'attesa dignitosi a chi usa la stazione ogni giorno. La risposta dell'Assessore conferma che nulla di tutto questo è ancora avvenuto. Il Comune ha ricevuto la versione di Trenitalia e l'ha trasmessa, senza che risulti alcuna pressione istituzionale per cambiare lo stato delle cose".
Il problema non è tecnico: è politico. Una stazione frequentata ogni giorno da decine di migliaia di persone — in buona parte pendolari che già sopportano ritardi, sovraffollamento e servizi insufficienti — ha al suo interno spazi inutilizzati che potrebbero garantire condizioni d'attesa dignitose. La scelta di riservarli solo ai momenti di crisi o ai picchi turistici dice qualcosa su chi si considera meritevole di cura e chi no.
Non possiamo ignorare le segnalazioni che ci sono arrivate da chi frequenta quotidianamente la stazione e si è preso la briga di documentarsi e scrivere. Il quadro restituito dalla risposta ufficiale potrebbe non essere completo. Ringraziamo chi ha a cuore la cosa pubblica e continua a segnalare: è esattamente questo il senso del controllo democratico sul territorio.
Continueremo a insistere: quella risoluzione non è superata dalla risposta ricevuta. È rafforzata.